Lo scorso 17 novembre, a Parigi, l’UNESCO è tornato a dibattere sul tema dell’individuazione di aree denotate da “unicità” in occasione della 38ª Sessione Plenaria della Conferenza Generale.

Alla chiusura dei lavori erano entrati a far parte dei siti tutelati dall’Organizzazione anche un gruppo di Geoparchi individuati a livello mondiale. Ne è derivata una nuova categoria, UNESCO Global Geoparks, che, tra le 120 aree tutelate in tutto il pianeta, conta ben dieci Geoparchi italiani.

Tra i Geoparchi prescelti spicca il nome del Parco Nazionale del Pollino, una riserva di 192 mila ettari condivisi da Calabria e Basilicata, più precisamente dalle province di Matera, Potenza e Cosenza.

Il Presidente del Parco Nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra, si è mostrato subito entusiasta del risultato ottenuto. “Rappresenta oltre che motivo di orgoglio per il nostro territorio, anche un fondamentale impulso alla corretta gestione, tutela e valorizzazione della Geodiversità e del sistema ambientale-culturale del Parco del Pollino.”, ha affermato Pappaterra. Ringraziando chi ha voluto che questa fetta di terra a cavallo tra Basilicata e Calabria entrasse a far parte della rete mondiale dei Geoparchi “marchiati” UNESCO, il Presidente spiega che, concretamente, il titolo ottenuto permetterà di attuare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030, intenzioni universalmente condivise per favorire lo sviluppo consapevole a livello internazionale.

Il Parco Nazionale del Pollino è il più grande parco naturale italiano ed è anche la maggiore area protetta del nostro paese. Sono state tante le motivazioni che hanno spinto la commissione esaminatrice a scegliere il Parco del Pollino, tra cui la biodiversità che caratterizza flora e fauna locali, i paesaggi incontrastati che si possono ammirare dalle cime montuose ad oltre 2000 metri s.l.m., la possibilità di poter spingere l’occhio nudo fino alle coste lambite dai due mari che abbracciano le regioni ospitanti. La presenza dell’uomo in quest’area si è sempre mantenuta discreta e rispettosa, cercando di convivere con la natura circostante e facendo attenzione a non compiere alcun gesto violento nei confronti del territorio. È con questo spirito che, dal 1993, si è deciso di tutelare questa vasta area identificandola con il simbolo del Pino Loricato, particolare specie arborea diffusa, in Italia, esclusivamente sulle vette delle montagne che delineano lo skyline del parco. La riserva del Pollino include al suo interno ben 56 comuni, dei quali 24 si trovano in Basilicata e 32 in Calabria. Soltanto due dei comuni lucani sorgono in provincia di Matera. Sono presenti diversi siti di interesse storico archeologico, come Castelluccio Inferiore, Viggianello e Rotonda, in Basilicata, Castrovillari, Laino Borgo, Mormanno e Papasidero, in Calabria.

Il Parco Nazionale del Pollino ospita diverse specie di alberi particolarmente affascinanti: l’abete bianco, il faggio, il pino nero e l’acero, oltre al famosissimo Pino Loricato. Sono presenti, inoltre, castagni, querce ed erbe officinali aromatiche, quali timo, lavanda, santoreggia e issopo, in perfetto stile "macchia mediterranea".

In questo habitat d’eccezione trovano dimora animali ormai estinti nelle zone montuose, come il nibbio reale, il gracchio corallino, il nibbio nero e il capovaccaio.