Alcuni farisei, tra la folla, gli dissero: «Maestro, sgrida i tuoi discepoli!» Giovanni 1:24. Che i Farisei siano da considerarsi i continuatori degli Asidei, come spesso si afferma, può esser vero nel senso che la loro posizione veniva in parte ad essere analoga a quella che all'epoca loro avevano rappresentato gli Asidei, e che quindi l'indirizzo degli Asidei sembra aver contribuito alla formazione del pensiero farisaico. Sulla base di quanto emerso dai lavori del convegno, è possibile formulare cinque proposizioni: Quali sono le domande che l’articolo affronta? L'accademico e storico Jacob Neusner, tuttavia, afferma che gli Amoraim non avevano nessun potere assoluto nelle loro comunità. Le trame dei farisei e dei loro alleati contro Gesù finiscono per provocare un violento contrattacco da parte di quest'ultimo. La rivista più antica in lingua italiana, Dal 1850, Pino Di Luccio Zaccaria, figlio del sommo sacerdote Joiada e che fiorì ai tempi di Joas (Gioas re di Giuda). [39], A Roma Erode cercò di ottenere il supporto di Marco Antonio e Ottaviano, assicurandosi il riconoscimento del Senato Romano quale sovrano e confermando la conclusione della dinastia asmonea. Sposò Aristobulo I e dopo la sua morte, pare, il fratello di lui e nuovo sovrano Alessandro Ianneo (103). Senza il potere vincolante della monarchia, l'autorità del Tempio nella vita civile fu amplificato. La connotazione fortemente negativa del termine deriva principalmente dal fatto che Gesù usava spesso rimproverare i farisei e inveire contro il loro comportamento (sebbene Gesù fosse anche stato ospitato a pranzare da uno di loro[68]), in quanto essi si consideravano essere i "maestri della Legge"; in secondo luogo, ciò deriva anche dalle lotte interne di gruppi e sette giudaiche esistite in contemporanea con quella dei farisei (tra cui i giudeo-cristiani) e che sarebbero state soppresse solo dopo la rivolta di Bar Kokheba. (Il Vangelo di Giovanni, che è l'unico vangelo in cui è menzionato Nicodemo, in particolare ritrae la setta come divisa e disposta a discutere). Enciclopedia Italiana (1932). I seguaci di questo indirizzo furono detti Sadducei. La differenza principale, tuttavia, era la costante aderenza dei farisei alle leggi e alle tradizioni del popolo ebraico in opposizione all'assimilazione. In effetti, di fronte alla questione farisaica, lo studioso si trova in una situazione molto simile a quella che concerne la ricerca del Gesù storico. La setta, il partito dei farisei, la loro dottrina politica e il complesso dei loro atteggiamenti, delle loro norme nella vita pratica, sociale, politica. Si ebbe così un vero e proprio processo di ellenizzazione, che andò via via allontanando dealla vita secondo la legge, in misura sempre crescente, cerchie sempre più vaste della popolazione giudaica, fino a costituire una minaccia per l'esistenza ulteriore dell'ebraismo, e a provocare una seria reazione sotto la guida della famiglia degli Asmonei, fra i cui seguaci ebbero importanza particolare i Ḥăsīdīm o Asidei, cioè i "pii", il gruppo dei fedeli della legge, devoti osservatori della religione nazionale giudaica. il riconoscimento dell'uguaglianza di tutti gli uomini; Così come l'uomo è tenuto a adempiere dei doveri nei confronti dell'autorità politica, egli è tenuto a adempiere dei doveri anche nei confronti dell'autorità divina, poiché da entrambe riceve dei benefici, L'autorità politica e quella divina sono su due piani distinti: ciò che Cesare dà e chiede in cambio è diverso da ciò che. Ciò è evidente nella pratica del recitare lo Shemà, una preghiera composta di versetti selezionati dalla Torah, nel tempio e nelle sinagoghe:, lo Shemà inizia con la frase "Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno (ebr. Questa convinzione comportava sia un impegno di connettere la religione alle preoccupazioni comuni e alla vita quotidiana, sia un impegno di studio e dibattito tra i dotti ebrei. Colui che ha fatto l'esterno non ha forse fatto anche l'interno? Secondo lo storico Shaye Cohen, dopo che furono passate tre generazioni dalla distruzione del Secondo Tempio, la maggior parte degli ebrei conclusero che il Tempio non sarebbe stato ricostruito durante la loro vita, né in un prossimo futuro. Dopo la costruzione del Secondo Tempio durante il tempo di Esdra lo Scriba, le case di studio e di culto rimasero importanti istituzioni secondarie della vita ebraica. Non godevano della popolarità dei farisei, ma detenevano il potere religioso e politico, ragion per cui erano molto influenti. Una caratteristica specifica degli esseni consisteva nel rigetto del culto che si faceva nel Tempio di Gerusalemme, in quanto realizzato da una classe sacerdotale che aveva perso prestigio fin dall’epoca della dinastia asmonea. Riuscito vittorioso il movimento di reazione, l'indirizzo ellenizzante scomparve dal seno del giudaismo. Durante l'esilio durato 70 anni a Babilonia, le case d'assemblea ebraiche (note in ebraico come Beth Knesset o in greco sinagoga) e le case di preghiera (ebr. [43] Secondo Flavio Giuseppe, i farisei si distinguevano ulteriormente dai sadducei in quanto i primi credevano nella risurrezione dei morti. Ma nessuna regola rabbinica è stata trovata secondo cui Gesù avrebbe violato lo Shabbat.[75]. CONDIZIONI D’USO [78] I cristiani dovevano spiegare perché i convertiti dovessero ascoltare loro piuttosto che gli ebrei non messianici in merito alla Bibbia ebraica, e si dovevano inoltre dissociare dagli ebrei ribelli che tanto spesso respingevano l'autorità romana e l'autorità in generale. Come spiega Jacob Neusner, le scuole dei farisei e dei rabbini erano e sono sante: «perché lì gli uomini a raggiungono la santità attraverso lo studio della Torah e l'imitazione del comportamento dei maestri. Dovette dapprima riconoscere la dominazione dei Seleucidi, ma, dopo la morte di Antioco VII Sidete (129), se ne liberò, proseguendo una fortunata politica di espansione territoriale.  |  Farisei Importante setta religiosa del giudaismo presente nel I secolo. [49], La Mishnah all'inizio dell'Avot e (più in dettaglio) Maimonide nella sua Introduzione alla Mishneh Torah, registra una catena della tradizione (mesorah) che va da Mosè sul Monte Sinai fino a Rav Ashi, redattore del Talmud e ultimo degli Amoraim. Gli esiti di un recente convegno internazionale presso l'Università Gregoriana di Roma. Dibattiti su queste e altre questioni di Halakhah continuano a definire l'ebraismo più di qualsiasi altro dogma o credo. Da loro provenivano, fin dall’inizio della occupazione romana, i sommi sacerdoti che, in quel frangente, erano i rappresentanti degli Ebrei davanti al potere imperiale. Fu scritto probabilmente da un fariseo o qualcuno favorevole ai farisei, in quanto comprende diverse innovazioni teologiche: la preghiera per i morti propiziatoria, il giorno del giudizio, l'intercessione dei santi ed i meriti dei martiri. "il cammino", "la via" o "il modo di condursi"), una raccolta di leggi derivate da attenta lettura dei testi sacri. Da notare che Giovanni adopera il termine farisei con molta più parsimonia rispetto agli altri evangelisti. I più significativi sono: Il termine è in greco φαρισαῖοι, farisaioi e deriva dall'aramaico Pĕrīšajjā[3], corrispondente all'ebraico perûšîm. Secondo Giuseppe Flavio i farisei ammettevano che "certe cose, ma non tutte, sono fissate dal destino"[11] e che le altre dipendono dalla nostra volontà: C'era quindi posto per la fede, per la Provvidenza e per la libertà dell'uomo. Flavio Giuseppe stesso enfatizzava le leggi piuttosto che le credenze quando descriveva le caratteristiche di un apostata (un ebreo che non segue usi e costumi tradizionali) ed i requisiti per convertirsi all'ebraismo (circoncisione e adesione alle tradizioni). Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini ». La pratica dei loro altissimi ideali sia nel modo di vivere sia nei ragionamenti, è l'eminente tributo che gli abitanti delle città pagano all'eccellenza dei Farisei.». Non erano di discendenza sacerdotale, ma osservavano la Legge in modo rigoroso fin nei minimi dettagli, e attribuivano pari valore alla tradizione orale (Mt 23:23). Una precisa determinazione del tempo e del modo in cui il partito dei Farisei si costituì, come quella che è stata tentata congetturando una scissione che sarebbe avvenuta in seno al Sinedrio verso il 175 a. C., fra rappresentanti dell'aristocrazia sacerdotale e rappresentanti delle classi popolari, non ha sufficiente base nei dati di fatto; è invece assai probabile che il sistema farisaico si sia venuto formando con un lento processo a poco a poco. Giovanni Ircano, figlio di Simone e già discepolo dei farisei, ruppe decisamente con essi e passò ai sadducei. Le sue azioni causarono un tumulto nel Tempio stesso e portò ad una breve guerra civile che si concluse con una sanguinosa repressione dei farisei. Durante il periodo degli Asmonei, sadducei e farisei funzionarono principalmente come partiti politici. I rabbini avevano stabilito la norma che, se un fedele aveva deciso di destinare un suo bene al Tempio, l'offerta era irrevocabile: bastava pronunziare la parola Qorbàn (offerta sacra) e l'oggetto designato diventava proprietà sacra del Tempio di Gerusalemme. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l'esterno del bicchiere e del piatto mentre all'interno sono pieni di rapina e d'intemperanza. voi non vi entrate e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci », quelli che volevano entrare l'avete impedito ». [44], A differenza dei sadducei, i farisei credevano anche nella risurrezione dei morti in una futura era messianica, affermando inoltre una risurrezione letterale del corpo. Questo gruppo è conosciuto con il nome di zeloti, che probabilmente si dettero essi stessi alludendo al loro zelo per Dio e per il compimento della Legge. [30] Nell'interpretazione dei sadducei, alle parole veniva dato un valore letterale, in cui al colpevole doveva venir levato un occhio. [46], Molti, tra cui alcuni studiosi ebraisti, hanno caratterizzato i sadducei come una setta che ha interpretato la Torah letteralmente, ed i farisei come interpreti liberali. Nel 40 a.C., il figlio di Aristobulo cacciò Ircano e si nominò re e sommo sacerdote, mentre Erode fuggì a Roma. Questi imperi lasciavano comunque il governo quotidiano nelle mani delle autorità ebraiche: nella Palestina romana, mediante la carica ereditaria del patriarca (contemporaneamente capo del Sinedrio); in Babilonia, mediante la funzione ereditaria del Resh Galuta, il "Capo dell'Esilio" o "Esilarca" (che ratificava la nomina dei capi delle accademie rabbiniche). Le posizioni dottrinali dei farisei sono conosciute soprattutto grazie a Giuseppe Flavio[7] e al Nuovo Testamento; spesso esse sono formulate in contrasto con le posizioni dei sadducei[8]. [60] Come i farisei sostenevano che tutto Israele dovesse agire come sacerdote collettivo, così i rabbini sostenevano che tutto Israele dovesse agire come rabbino collettivo: "I rabbini, inoltre, vogliono trasformare l'intera comunità ebraica in un'accademia dove tutta la Torah viene studiata e conservata... la redenzione dipende dalla "rabbinizzazione" di tutto Israele, cioè, dal raggiungimento da parte di tutti gli Ebrei di una realizzazione piena e completa della rivelazione o Torah, ottenendo così una perfetta replica del Cielo. Il primo periodo fu quello dei Tannaim (dalla parola aramaica di "ripetere"; la radice aramaica TNY è equivalente alla radice ebraica SNY, che è la base di "Mishnah". Il valore degli atti religiosi si considerava condizionato dall'intenzione (kawwānāh) che li accompagna. Non è da leggervi necessariamente una precisazione etnica o geografica, quanto, probabilmente, religiosa. Qualunque siano le loro aspirazioni per il futuro e pretese per il presente, i rabbini, sebbene potenti e influenti, costituiscono una minoranza che cerca di esercitare autorità senza molto supporto governativo, di dominare senza mezzi effettivi di coercizione. Giuseppe Flavio afferma che essi, insieme ai sadducei (corrente che diversi punti dottrinali opponevano ai farisei) e agli esseni, hanno origini molto antiche, sebbene li nomini per la prima volta al tempo di Gionata Maccabeo (161-143 a.C.)[3]. Flavio Giuseppe attesta che Salomè era ben disposta verso i farisei e la loro influenza politica crebbe enormemente sotto il suo regno, specialmente nel Sinedrio o Consiglio ebraico, che finirono per dominare. Bisogna però osservare che nei Vangeli i farisei scompaiono quasi totalmente dai racconti della passione; è significativo poi anche il solenne intervento di Gamaliele in favore degli Apostoli, ricordato in At 5,35-39. Il discorso anti-farisaico ha bisogno di essere esaminato accuratamente confrontando, ove possibile, la versione di Matteo e quella di Luca (alcune delle invettive riportate dal primo, mancano nel secondo). - Nome di uno dei partiti del giudaismo negli ultimi tempi dell'età precristiana e al principio dell'età cristiana. ». Come collegare le tradizioni presenti e passate? Le due tradizioni sono pertanto conciliabili. [45], Fondamentalmente, i farisei hanno continuato una forma di ebraismo che si estendeva al di là del Tempio, applicando la legge ebraica alle attività mondane, al fine di santificare il mondo quotidiano. E ciò vale non soltanto per le cerchie meno colte, ma anche per la grande maggioranza dei sapienti, che ora, dopo il trionfo degli Asmonei, provenivano in prevalenza dagli strati popolari. Inserire la questione farisaica nel nuovo contesto teologico ebraico-cristiano. Gesù ci infila anche una parabola, che interpreterà subito dopo, su richiesta di Pietro. – 1. 'Ιησοῦς Χριστός, 'Ιησοῦς ὁ Χριστός, anche Χριστὸς 'Ιησοῦς; lat. Sebbene gli Asmonei fossero considerati eroi per aver resistito ai Seleucidi, il loro regno mancava della legittimità conferita dalla discendenza della dinastia davidica del Primo Tempio. Gerusalemme fu liberata nel 165 a.C. e il Tempio restaurato. La concezione di Dio presso i Farisei è quella che essi apprendevano dall'Antico Testamento: Dio è l'unico signore dell'universo, da Lui creato all'inizio dei tempi e da Lui costantemente guidato con giustizia infallibile di re e con amore profondo di padre. [16] Altre sette emersero in questo periodo, come i primi cristiani a Gerusalemme ed i terapeuti in Egitto.[17]. - Sommo sacerdote (m. 104 a. C.), etnarca dei Giudei (dal 135 al 104 a. C.). Chiedendogli se è giusto o no pagare il tributo a Cesare, essi si aspettano che egli si pronunci o favorevolmente (attirandosi l'odio popolare) o sfavorevolmente (divenendo quindi passibile di denuncia presso l'autorità costituita, per tramite degli erodiani). Essi, in vari momenti, si identificavano come un partito politico, un movimento sociale ed una scuola di pensiero; insieme ad esseni, sadducei e zeloti, i farisei erano il partito o filosofia di maggior importanza durante il periodo del Secondo Tempio. [79] Venivano così percepiti come avessero presentato una storia di Gesù più in sintonia coi romani che con gli ebrei. I sadducei, da parte loro, formavano un’oligarchia: erano persone dell’alta società, membri delle famiglie sacerdotali, colti, ricchi e aristocratici. La legge mosaica stabiliva che un decimo del raccolto annuale dei campi doveva essere prelevato e portato al Tempio, come tributo a Dio, il vero padrone della Terra di Israele (Dt 14,22). I farisei credevano che tutti gli ebrei nella loro vita ordinaria, e non solo i sacerdoti del Tempio o gli ebrei in visita al Tempio, dovessero osservare regole e rituali in materia di purificazione.[49]. Queste poche righe di Matteo sono un capolavoro di intuizione psicologica (Mt 22,15-21). Il problema con l'"interpretazione" rabbinica è che i rabbini impiegano i cosiddetti metodi interpretativi ". Dei vari gruppi giudaici esistenti prima del 70 solo i farisei sopravvissero agli eventi di quell'anno e da allora in poi l'ebraismo fu improntato ai canoni del fariseismo. Il tetrarcato di Erode Antipa, infatti, altro non era che una specie di governo fantoccio (oggi diremmo "collaborazionista") in cui le successioni dinastiche e l'ammissione ai posti di comando erano decise direttamente dagli imperatori romani.