Ed è appunto questo che mi preoccupa: sarò comprensibile e raggiungerò almeno in minima parte il mio scopo? D’altronde vi sono certi insegnamenti del monaco che faranno gridare a tutti che sono assurdi perché sono troppo elevati. Il suo nome è Šigalëv, lo troviamo nei Demòni – e dove sennò? [27] Per un approfondimento sul rischio quale componente della vita e dell’attività filosofico-letteraria dello scrittore russo rimando all’articolo Il rischio di Dostoevskij. Membership has its privileges. Nikolàj Vsèvolodovič Stavrògin, il funesto demiurgo. Ne consegue che esiste una vita futura, il paradiso» [9]. «L’uomo è un mistero. Al mondo c’è stato soltanto un personaggio bello e positivo, Cristo, tantoché l’apparizione di questo personaggio smisuratamente, incommensurabilmente bello costituisce naturalmente un miracolo senza fine. Leggiamone una, quella indirizzata a Sof’ja Aleksandrovna Ivanova, la nipote prediletta di Dostoevskij, alla quale dedica tra l’altro il romanzo, datata gennaio 1868: «E così io, tre settimane fa […], mi sono messo a scrivere un nuovo romanzo e ci lavoro giorno e notte. [10] Fëdor Dostoevskij, Lettere sulla creatività, cit., pp. Seconda parte. No, questo no, allora preferisco restare con il popolo, giacché soltanto da esso ci si può aspettare qualcosa, e non certo dall’intelligencija russa, che nega il popolo e non è neppure intelligente» [16]. Find articles, news, musician pages, and more! Linguaggio e scrittura in Carlo Michelstaedter". Non solo, ma arrivo a dire che se qualcuno mi dimostrasse che Cristo è fuori della verità e se fosse effettivamente vero che la verità non è in Cristo, ebbene io preferirei restare con Cristo piuttosto che con la verità» [8]. A questo polo negativo, soprattutto nella sua accezione estremistica, il sottosuolo del sottosuolo come l’ho definito, corrisponde una precisa ideologia politica, contro la quale Dostoevskij non perde occasione di scagliarsi, con la consueta bellicosità, ogni volta che ne ha la possibilità, pur avendone subito in giovinezza il fascino: il socialismo. Il problema più importante oggi è questo: come fare per costringere la nostra intelligencija a convenire su questo? Attraverso questi personaggi radicalmente negativi, e soprattutto attraverso l’ultimo di essi, Ivan Karamazov, come sottolinea Auerbach, Dostoevskij apre la via a quella crisi dell’individuo che dilagherà nella cultura occidentale tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. In un bar rimase affascinato da un vecchio con lo sguardo perso nel vuoto e le mani callose, che gli ricordò suo padre (un verso della canzone dice "tremavan le sue mani come quelle di mio padre"). [2] Per un approfondimento sul racconto pubblicato postumo rimando all’articolo Padre Sergij, oltre se stessi. Esempi di vita eremitica sono, nell'Antico Testamento, Elia, nel Nuovo, san Giovanni Battista. Di esso si trovano tracce in più o meno tutti i romanzi e i racconti, ma c’è un’opera in particolare di Dostoevskij che sulla rappresentazione artistica di questo ideale si fonda. Da ciò ne deriverebbe una società dominata dalla sanguinosa e spietata lotta di tutti contro tutti [25]. Ecco come ne parla Dostoevskij stesso nella lettera del 24 agosto 1879 a Konstantin Petrovič Pobedonoscev: «La Sua opinione su quanto finora ha letto dei Karamazov è per me molto lusinghiera (a proposito della forza e dell’energia di quanto ho scritto), ma Lei qui pone una questione assolutamente inevitabile: il fatto che non c’è ancora una risposta a tutte le tesi atee qui esposte, e che bisogna assolutamente darla. L'uomo di Monaco venne scritta da Augusto Daolio dopo un viaggio fatto nelle cittadina tedesca. Molto succintamente, secondo Dostoevskij il popolo russo rappresenta l’unico, vero custode del cristianesimo, opposto al cattolicesimo romano, che sul sistematico e scientifico traviamento del messaggio di Cristo ha fondato la propria chiesa e il proprio stato, al protestantesimo, all’ebraismo e all’islamismo, confessioni contro le quali lo scrittore si scaglia con veemenza. Prima parte, Dostoevskij, Memorie dal sottosuolo. Fëdor Dostoevskij, diciassettenne, al fratello Michail. È tutto chiaro leggendo le sue parole, non le si può fraintendere, a meno che non le si voglia fraintendere, deliberatamente. L’idea principale del romanzo è quella di rappresentare una natura umana pienamente bella. [15] Fëdor Dostoevskij, Lettere sulla creatività, cit., p. 160. Altre domande? Dostoevskij rivoluziona l’intera storia della letteratura – e anche della filosofia, oserei dire, considerando soprattutto l’influenza esercitata su Nietzsche -, che, dopo di lui, non sarà più la stessa [24]. Vi è una sorta di nostalgica ritualità che aleggia su L'uomo poco distante. Seconda parte. Delitto e castigo, dalla dialettica alla vita. Oltre allo sfortunato principe Myškin, altri due personaggi di Dostoevskij gravitano stabilmente attorno al luminosissimo astro raffigurato da Cristo. Cristo rappresenta così il supremo ideale verso cui l’uomo tende e deve tendere, come Dostoevskij scrive in un altro passo fondamentale in relazione alla sua visione del mondo e della vita, tratto dai Pensieri sulla morte e sull’immortalità, una serie di appunti presi durante la veglia del cadavere della sua prima moglie, Marija Dmitr’evna (Maša), il 16 aprile 1864: «Maša distesa sulla tavola. È proprio questo il punto, e appunto in questo sta tutta la mia attuale preoccupazione e trepidazione. Joseph Beuys: Creatività, Capitale, Politica. Tuttavia, dopo la comparsa di Cristo come ideale dell’uomo incarnato, è diventato chiaro come il giorno che l’evoluzione ultima e suprema della personalità individuale (e questo proprio al culmine dell’evoluzione, anzi nel momento stesso in cui il fine dell’evoluzione sarà raggiunto) in cui l’uomo riconosca, si renda conto e si convinca con tutta la forza della sua natura che l’impiego più alto che egli possa fare della sua individualità, nel momento in cui il suo io abbia raggiunto la pienezza dello sviluppo, consiste nel distruggere questo stesso io, nel donarlo interamente a tutti e a ciascuno indivisibilmente e senza riserve. Si provi a dire una parola su questo: o la divoreranno o la considereranno un traditore. All rights reserved. Resurrezione, il più grande romanzo di Tolstoj. come faccio a fare la registrazione di una canzone ? – e si afferma come uno dei personaggi più sinistri e conturbanti mai creati da Dostoevskij. Dostoevskij, come il connazionale Tolstoj, è un pensatore a-sistematico. Fëdor Dostoevskij, diciassettenne, al fratello Michail Introduzione. Il romanzo finisce in tragedia, con l’uccisione della meravigliosa Nastas’ja Filippovna da parte del barbaro Rogožin, e con il principe Myškin che sprofonda nella follia. [12] Per un approfondimento sulla presenza dell’impressionante dipinto nell’Idiota rimando all’articolo Dostoevskij ed il “Cristo morto” di Holbein. Fëdor non ha compiuto neppure diciotto anni, è un giovane studente dell’Istituto superiore di ingegneria militare di Pietroburgo, dove si è trasferito da Mosca, ha perduto di recente l’iroso e scorbutico padre, linciato due mesi prima dai suoi stessi contadini, esasperati dalle sue prepotenze, eppure sente già affiorare dentro di sé quell’interesse per il mistero uomo che, d’ora in poi, lo accompagnerà per tutta la vita, costituendo il fondamento della sua letteratura allora in germe: «Riesco abbastanza bene nello studio del “significato dell’uomo e della vita”; posso studiare i caratteri mediante la lettura degli scrittori in compagnia dei quali trascorro liberamente e gioiosamente la parte migliore della mia vita; non ti dirò più nulla su di me. La grandezza di Dostoevskij sta nell’essere uno scrittore e un pensatore completo, che ha in sé, che porta dentro di sé tesi e antitesi, polo positivo e polo negativo, e a quest’ultimo ha il coraggio di dare voce, ben consapevole dell’enorme rischio che corre, che il male finisca per affascinare il lettore più del bene, il sottosuolo più di Cristo, come quando, in terra straniera, lontano migliaia di chilometri da casa, puntava alla roulette l’ultimo gulden che gli era rimasto in tasca [27]. Défendre une sottise: c'est en faire une autre. qual'è la canzone che vi trasmette più emozioni:(? O forse traditore nei confronti del popolo? Per Dostoevskij scindere principio nazionale e fede non è possibile, si tratta di concetti indissolubilmente legati e chi nega l’uno nega automaticamente l’altro, come spiega in una lettera del dicembre 1880, pochi mesi prima della morte, al medico Aleksandr Fëdorovič Blagonravov: «Lei ha perfettamente ragione di concludere che io scorgo la causa del male nella miscredenza e penso che chi nega il principio nazionale nega anche la fede. […] Ma, almeno secondo la mia facoltà di giudizio, sarebbe assolutamente insensato raggiungere uno scopo così alto se, al momento del raggiungimento di tale fine, tutto dovesse spegnersi e scomparire, e cioè se non ci fosse più vita per l’uomo dopo averlo raggiunto. [20] Per un approfondimento sul protagonista dei Demòni rimando agli articoli Nikolàj Vsèvolodovič Stavrògin, il funesto demiurgo. Dostoevskij nutre una fiducia incondizionata, totale nei confronti del proprio popolo, fiducia che lo porta, ad esempio, a battersi con convinzione per l’assoluta libertà di stampa, certo che il popolo russo, portatore dell’autentico e puro messaggio cristiano, sappia sempre distinguere tra bene e male. I fratelli Karamazov, il «libro sacro». Learn more. L'uomo di Monaco venne scritta da Augusto Daolio dopo un viaggio fatto nelle cittadina tedesca. [25] Gianlorenzo Pacini, Fëdor M. Dostoevskij, cit., p. 170. I fratelli Karamazov. «L’uomo è un mistero. L’uomo è un mistero. [5] Per la lettura delle pagine dell’Idiota dedicate al delicato argomento rimando all’articolo Il principe Myškin e la pena di morte. Sul blog bazzecole.altervista.org i maldestri tentativi di scrittura creativa. Dostoevskij crea figure di nichilisti memorabili, indimenticabili; nichilisti spontanei, definiamoli così, come Svidrigajlov, sinistro personaggio di Delitto e castigo, e soprattutto come Stavrogin, l’inquietante e malvagio centro, vero e proprio funesto demiurgo dei Demòni [20], che si rendono entrambi protagonisti di abusi sessuali nei confronti di bambine fatte a pezzi dal rimorso e dalla vergogna, e che, come i loro aguzzini, ricorrono al suicidio per porre fine ai loro insostenibili tormenti, e nichilisti intellettuali, come l’ingegnere Kirillov, altro demòne, creatore di una delle vette del pensiero negativo umano, filosofo del suicidio e della singolare teoria dell’Uomo-Dio [21], e Ivan Karamazov, ideatore di un testo, il poema Il Grande Inquisitore [22], che si impone come uno dei massimi vertici, difficilmente, quasi impossibilmente eguagliabili, non solo della produzione dostoevskiana, ma dell’intera produzione filosofico-letteraria universale; Ivan che, con la sua teoria del tutto è permesso in assenza di Dio, arma il braccio di Smerdjakov [23], finendo però per sprofondare nella follia, follia che gli impedisce di ricorrere a quella soluzione estrema che accomuna tutti i nichilisti di Dostoevskij, come mostrato in questa breve rassegna, il suicidio. Parte I, I fondamentali: Gli album italiani degli anni ’80, I Fondamentali: Bistrot e locande storiche di Parigi, «Le anime morte»: il poema-denuncia di Gogol’, Franz Kafka, l’assurda «Metamorfosi» di Gregor Samsa. Guerra e rivoluzione: l’anarchico Tolstoj contro la superstizione statalista. Sono in circolazione due serie di monete del Principato di Monaco. A chi è dedicata la canzone l'uomo di Monaco ed a che cosa si riferisce? Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. Seconda parte, Fëdor Dostoevskij, «Memorie dal sottosuolo»: la malattia della consapevolezza. Scopri la sezione di Vogue.it dedicata alla fotografia: news, interviste, articoli su fotografi emergenti e altro ancora. [8] Fëdor Dostoevskij, Lettere sulla creatività, cit., p. 51. Amare l’uomo come se stessi, secondo il comandamento di Cristo, non è possibile. E lo spiai, scrutai, divise immaginai, di uno che, marciò, l'Europa calpestò, la mia mente a una folla di sguardi spietati fuori da quei fili spinati. Seconda parte. Lo stesso Gesù condusse vita eremitica nel deserto per quaranta giorni prima di iniziare la sua predicazione. Di quel che non ti cale, non dir né ben né male. [11] Per un approfondimento sul romanzo rimando all’articolo L’idiota, il fallimento della bellezza. Difendere la propria colpa è un altra colpa. Mi riferisco naturalmente a L’idiota e al suo indimenticabile protagonista, il principe Lev Nikolaevič Myškin, con lo stesso autore che in diverse lettere evidenzia proprio la corrispondenza tra Cristo e Myškin. 153-154. Ora, rappresentando il polo positivo del pensiero dostoevskiano, è chiaro che l’ideale di Cristo trovi ampio spazio all’interno della produzione letteraria dello scrittore russo, non potrebbe essere altrimenti. Ho bisogno di sapere il nome di una canzone (penso anni 80), il ritmo è questo: nanananana nanananana nananana na na na na na... ? Sulle monete da 10, 20 e 50 cent è impresso il sigillo del principe. 84-85. Cristo soltanto poteva farlo, ma Cristo era l’ideale eterno sin dall’inizio dei tempi, quell’ideale a cui l’uomo tende, e deve tendere, per legge di natura. In esso lo scrittore russo vede l’anticristo, trattandosi di un’ideologia per definizione atea, in quanto fondata sull’idea di libertà dell’uomo dalla trascendenza, dalla dimensione divina, al contrario essenziale per Dostoevskij, necessaria, unica salvezza per l’umanità. [6] Gianlorenzo Pacini, Il pensiero di Dostoevskij, in Fëdor Dostoevskij, Lettere sulla creatività, cit., p. 10. One moment, you will be redirected shortly. Origine del termine Metà del ‘600: ciò che è fantastico, assurdo e falso negli antichi romanzi cavallereschi e pastorali (usato in senso spregiativo). Prima parte. L’uomo Fëdor Dostoevskij appartiene a quel ristretto novero di autori che, oltreché scrittori, possono, anzi, […] I fratelli Karamazov, il «libro sacro». mi consigliate della buona musica da ascoltare? E nel romanzo si impone come simbolo inquietante e inequivocabile di questo esito drammatico, il Cristo morto di Hans Holbein, nella prospettiva di una totale disfatta terrena persino del supremo ideale umano, vittima anch’esso delle leggi di natura, che, all’interno della visione dostoevskiana, si affermano come ulteriori forze ostili al polo positivo rappresentato da Cristo, tanto quanto il sottosuolo [12]. La prima serie raffigura, sulla moneta da €2, Sua Altezza Serenissima il Principe Ranieri III. Giacché si tratta di un compito smisurato. Ma tra i personaggi dostoevskiani ce n’è anche uno che tra l’alto e il basso oscilla, attratto dall’uno e dall’altro polo, ed è Alëša Karamazov, che fluttua tra lo starec Zosima e suo fratello Ivan. Di notte tutti i gatti sono bigi. Un mistero che bisogna risolvere, e se trascorrerai tutta la vita cercando di risolverlo, non dire che hai perso tempo; io studio questo mistero perché voglio essere un uomo» [4]. Dostoevskij è uno scrittore limpido, che non lascia spazio a interpretazioni. E nella produzione di Dostoevskij c’è un personaggio in particolare che incarna il seguace del socialismo, peraltro radicalizzandone, come se non bastasse, il credo, approdando al dispotismo illimitato [26]. Da noi un russo che rinnega il principio nazionale (e ce ne sono molti) è immancabilmente ateo o indifferente. Passiamo ora ad analizzare il polo opposto, negativo, il sottosuolo. Prima parte, Henri Le Sidaner – La formazione, i maestri e il pensiero, Erasmo da Rotterdam – Elogio della follia, Dostoevskij spiega Dostoevskij. Tanto più che non si tratta di una risposta diretta e puntuale alle tesi esposte in precedenza (nel Grande Inquisitore e anche prima), bensì soltanto indiretta. Ora, individuando nel popolo russo l’unico, vero custode e portatore dell’autentico messaggio cristiano, è naturale che esso, nella prospettiva dostoevskiana, si imponga come il nemico principale del socialismo, di questa malattia mortale che, secondo lo scrittore, già allora aveva contagiato gran parte dell’Europa. Carlo Cattano: flauti, sax soprano; Marco Colonna: clarinetti; Beppe Scardino: sax baritono, clarinetto basso; Tony Cattano: trombone; Pasquale Mirra: vibrafono; Giacomo Ancillotto: chitarra; Roberto Raciti: contrabbasso; Daniele Paoletti: batteria. Al centro del proprio interesse filosofico-letterario egli colloca l’uomo, che costituisce la base di partenza e il fulcro di ogni suo romanzo, di ogni suo racconto, di ogni suo articolo, di ogni sua lettera e di ogni suo appunto. Non c’è nulla di più difficile al mondo, e specialmente oggi. Cosa ne pensate di questa base musicale? Terza parte, Fëdor Dostoevskij, «Memorie dal sottosuolo»: la malattia della consapevolezza. [22] Per la lettura e l’analisi del poema di Ivan Karamazov rimando all’articolo Fëdor Dostoevskij, Il Grande Inquisitore. Prima di concludere il discorso relativo a questo polo positivo del pensiero dostoevskiano, è necessario fare riferimento ad una concezione fondamentale all’interno della prospettiva filosofica dello scrittore, il cosiddetto messianismo russo. Prima parte, Nikolàj Vsèvolodovič Stavrògin, il funesto demiurgo. Sonja, la prostituta sfiorata dalla santità che illustra Delitto e castigo e il cammino tortuoso di Raskol’nikov verso la redenzione, o meglio, verso una vera e propria resurrezione [13], tra i più grandi personaggi femminili dell’intera storia della letteratura, d’ogni tempo e luogo, e lo starec Zosima, il mentore di Alëša Karamazov, contrapposto, nell’ultimo e più grande capolavoro dostoevskiano [14], al nichilista ateo Ivan. Sempre presso lo stesso ateneo, nel settembre del 2017, conseguo la laurea magistrale in Filologia Moderna, con la tesi "Con le parole guerra alle parole. L'uomo poco distante; Blue Requiem; Cammino sognante; Canto d'addio; Windows and Works; Repiti; Settembre; Tricortine; Warm Room. Iscriviti a Yahoo Answers e ricevi 100 punti oggi stesso. La figura umana che in essi viene alla luce non è meno indicativa sia del disgregarsi, sia, se vogliamo, del trasformarsi della tradizione europea di quanto non sia Ivàn Karamazov» (Erich Auerbach, Les Fleurs du Mal di Baudelaire e il sublime, in Erich Auerbach, Da Montaigne a Proust: ricerche sulla storia della cultura francese, Garzanti, Milano 1973). Nel ‘700: perde il significato negativo. | Year Released: 2015 [24] Scrive Auerbach accostando a Dostoevskij Charles Baudelaire: «[…] il significato storico dei Fleurs du Mal è ormai incontestabile. Our weekly newsletter highlights our top stories and includes your local jazz events calendar. I Fondamentali: quanto ha fatto per noi Tolstoj, I Fondamentali: Però i Romanzi di Formazione…, I fondamentali: i migliori album italiani degli anni ’60. Come scrive Pacini, «per Dostoevskij l’uomo è […] un essere infinito in continua evoluzione» [6], il cui dramma si svolge entro due poli opposti, antitetici, Cristo e il sottosuolo[7]. [1] Per un approfondimento sull’opera rimando all’articolo Resurrezione, il più grande romanzo di Tolstoj. Prima parte. E in ciò consiste la felicità più sublime… E appunto questo è il paradiso di Cristo. Infatti io ho previsto che la risposta a tutta questa parte negativa la si troverà nella sesta parte, “Un monaco russo”, […]. Quali attrezzature ci vogliono? Title: L'uomo poco distante Testo L'Uomo Di Monaco. Prima parte, I fratelli Karamazov, il «libro sacro». Ho scritto con grande amore» [15]. È un tormentone per me. Dunque, riassumendo, sulla sommità della propria concezione filosofica, sempre a partire dall’uomo, Dostoevskij colloca Cristo, all’opposto, in basso, il sottosuolo e, ancora più in basso, il sottosuolo del sottosuolo, l’anarco-nichilismo ateo. E guardai, scrutai, quel vecchio a Monaco quel sorriso, quella birra quante cose poi pensai, la mia mente a una folla di sguardi fissati dietro a quei fili spinati. E Dostoevskij, suo malgrado, dopo l’arresto a causa della frequentazione assidua del circolo fourierista di Petraševskij e l’esecuzione farsa che gli ispirerà pagine memorabili sulla pena di morte [5], avrà modo di studiare il mistero uomo anche nei suoi casi limite, nei quattro anni di lavori forzati passati nella siberiana fortezza di Omsk e rievocati nelle Memorie di una casa morta. Un mistero che bisogna risolvere, e se trascorrerai tutta la vita cercando di risolverlo, non dire che hai perso tempo; io studio questo mistero perché voglio essere un uomo». Seconda parte. L’idea del romanzo è una mia antica e prediletta idea, ma è talmente difficile che per un pezzo non me la sono sentita di affrontarla, e se mi ci sono risolto adesso ciò è dovuto senz’altro al fatto che mi sono trovato in una situazione quasi disperata. Il personaggio dostoevskiano che meglio di ogni altro incarna questa nefasta ideologia radicalmente individualistica, è senza dubbio l’uomo-topo protagonista delle Memorie dal sottosuolo [19], e non potrebbe essere altrimenti, trattandosi appunto del protagonista, nonché del narratore in prima persona, dell’opera che il sottosuolo lo porta nel titolo, come emerge soprattutto dal suo rapporto con la povera prostituta Liza, sorella minore della Sonja di Delitto e castigo, e, in un certo senso, creazione propedeutica ad essa. Classe 1989, dopo il diploma di liceo scientifico mi iscrivo alla facoltà di Lettere presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", dove mi laureo nel luglio del 2015 con la tesi "Figlie della crisi. La rivedrò io mai? [13] Per un approfondimento sul romanzo rimando all’articolo Delitto e castigo, dalla dialettica alla vita. E voi. Esemplificando, in riferimento al nostro paese, rientrano in questa particolare categoria di scrittori-filosofi Dante e Leopardi, i quali, oltre a imporsi come i due più grandi, nel senso boiniano del termine, autori della storia della letteratura italiana, si impongono anche come i due più grandi pensatori della storia della filosofia italiana. (Tutto il Vangelo di Giovanni è concepito in questo senso: egli trova tutto il miracolo nella sola incarnazione, nella sola apparizione del bello)» [10]. Non solo per il richiamo all'esperienza delle processioni funebri che vedevano il giovanissimo Tony Cattano impegnato a soffiare nel trombone della banda di paese. Seconda parte. Il bello è un ideale, e l’ideale – sia il nostro sia quello dell’Europa civilizzata – è ben lontano dall’essere elaborato. Dostoevskij, Memorie dal sottosuolo. In pratica la canzone è dedicata proprio a suo padre. | Record Label: Fonterossa Records, Roberto Ottaviano Extended Love & Eternal Love. Ma, come abbiamo visto in apertura dell’articolo, l’uomo è per Dostoevskij «un essere infinito in continua evoluzione», così può accadere che dal basso si risalga verso l’alto, dal sottosuolo ci si elevi a Cristo, ed è ciò che accade a Raskol’nikov, il quale, intrappolato nell’inferno delle sue assurde teorie superomistiche, individuali ed atee, grazie a Sonja, come Lazzaro riesce a risorgere, per non morire mai più. In un bar rimase affascinato da un vecchio con lo sguardo perso nel vuoto e le mani callose, che gli ricordò suo padre (un verso della canzone dice "tremavan le sue mani come quelle di mio padre"). [21] Per un approfondimento sull’ingegnere rimando all’articolo Aleksèj Niljč Kirillov, l’Uomo-Dio. Privacy Policy | We do not sell or share your personal information | © 2020 All About Jazz. Dis-moi qui tu fréquentes, je te dirai qui tu es. Le parole contadino e Russia ortodossa costituiscono i nostri fondamenti essenziali e primari. [18] Per un approfondimento sul pensatore tedesco e la sua unica opera rimando all’articolo Max Stirner, L’unico e la sua proprietà. [23] Per un approfondimento sul quarto, illegittimo Karamazov rimando all’articolo Smerdjàkov, il contemplatore. In ogni caso sono molto inquieto e desidererei molto conoscere la Sua opinione perché la rispetto e l’apprezzo altamente. Dostoevskij, pur animato da una fede profonda e invincibile, non cede mai alla tentazione della facilità, conosce troppo bene la vita e l’uomo per farlo, e anche quando permette ad un suo personaggio di risalire dal fondo, di risorgere e di elevarsi, come accade a Raskol’nikov, beh, questo deve essersi macchiato prima di un duplice omicidio. Vi piacciono "I Pooh" come gruppo musicale? À brebis ton La figura luminosa di Cristo rappresenta naturalmente il polo positivo, costituendo il vero e proprio Credo di Dostoevskij, formulato in questi indimenticabili termini nella celebre lettera del gennaio-febbraio 1854 indirizzata a Natalija Dmitrievna Fonvizina, moglie del decabrista Fonvizin che aveva seguito nell’esilio in Siberia, e dalla quale lo scrittore aveva ricevuto in dono la copia del Vangelo conservata gelosamente fino alla morte: «Questo Credo è molto semplice, e suona così: credere che non c’è nulla di più bello, di più profondo, più simpatico, più ragionevole, più virile e più perfetto di Cristo; anzi non soltanto non c’è, ma addirittura, con geloso amore, mi dico che non ci può essere. Qui viene rappresentato qualcosa di nettamente opposto alla concezione del mondo esposta in precedenza, ma, lo ripeto, non si tratta di una contrapposizione punto per punto, bensì, per così dire, di un’immagine artistica. Aleksej Niljc KirillovAlesa Karamazovanarchiaateismocircolo PetraševskijcristianesimoCristoDelitto e castigoDostoevskij CristoDostoevskij L'idiotaDostoevskij lettera alla FonvizinaDostoevskij lettereDostoevskij socialismoFëdor DostoevskijFëdor Dostoevskij pensieroI demoniI fratelli KaramazovIl grande inquisitoreIvan KaramazovLev TolstojMax StirnerMemorie dal sottosuoloMemorie di una casa mortaMessianismo russoNastas’ja FilippovnaNatalija Dmitrievna FonvizinanichilismoNikolaj StavroginPensieri sulla morte e sull'immortalitàprincipe MyskinRaskol'nikovrussiascigaliovismoscrittori pensatoriSmerdjakovsocialismoSonja Delitto e castigostarec ZosimasuicidioSvidrigajlov. Se l’ideale di Cristo prevede una totale vaporizzazione, dissoluzione dell’io in direzione di un’assoluta apertura all’altro, l’abitante del sottosuolo si caratterizza, al contrario, per una dannosa concentrazione dell’io, per un’autoreferenzialità che corrisponde perfettamente a quella filosofia dell’egoismo teorizzata da Max Stirner nell’Unico e la sua proprietà [18]. E da noi è proprio così, giacché tutto il nostro carattere nazionale è fondato sul cristianesimo. Scrisse questa canzone immaginando la vita di quest'uomo al tempo del nazismo ("divise immaginai. Significato del paradosso Definizione Secondo Kant , l’arte è tale solo se presenta il suo oggetto come fosse frutto di un’attività spontanea anche se esso è in realtà risultato di un’attività consapevole e dunque, non spontanea Origine del Paradosso Il paradosso dell’arte bella dipende dal fatto che il bello artistico deve presentarsi come il contrario del bello di natura.