Più in generale, la parte posteriore di qualcosa: cozzu du libru, dorso del libro (Tra.). A volte, l’incaprettato è tale per comodità di trasporto, in vista del successivo incenerimento insieme con il contenitore; altre volte, deve servire come messaggio e monito. ammucchiare mettendo di lato. Significava tanto essere preso a legnate quanto allontanarsi dal consorzio civile”. Forse dal latino volgare subnibulus, oscuro, tenebroso; in uso nell’Italiano dal 1891. parlarsi con il sé, cioè mettersi d’accordo. sgusciar via, evitare, dribblare un imprevisto, un fastidio. “Randa: arcaico, margine, estremità: Nella locuzione avverbiale “a randa”, rasente” (Diz.). improvvisa difficoltà di respiro; traslato: repentina sensazione di cupezza, sia fisica che mentale. Camilleri ne deriva, forse, il verbo mutuperiare, a cui in un testo sembrerebbe attribuire il significato di: muovere ritmicamente la testa, o in su e giù. “Si dice del fare checchessia in compagnia ma pagando ciascuno il proprio scotto” secondo il Vocabolario siciliano – italiano di Antonino Traina (1868), che cita il Vocabolario etimologico italiano e latino del filologo palermitano F. A. Pasqualino, barone della Rocchetta (1785), secondo cui la parola sarebbe composta da tascia e mangia “quasi dire si pegni quanto si mangia”. Questo suffisso si è gradualmente evoluto in diverse forme locali, a seconda della lingua. dannarsi, arrovellarsi, rodersi, arrabbiarsi, ammattire. Nella lingua catalana , il cognome Deulofeu ("fatto da Dio") veniva spesso dato a questi bambini, che è simile a De Dios ("da Dio") in castigliano. tromba marina, ma anche tempesta, bufera in senso figurato. chi vive appartato dal consorzio civile. Il verbo piciniari: bisbigliare; chiacchierare; fare pettegolezzo; borbottare o mostrare disappunto con insistenza e monotonia; discutere animatamente a voce alta. Cassaro dall’arabo qasr, castello. I territori di lingua catalana rispettano anche le usanze di denominazione spagnole, ma di solito i cognomi discreti sono uniti alla parola i ("e"), invece della y spagnola , e questa pratica è molto comune nei contesti formali. E’ parola italiana, entrata nell’uso fin dal 1629, come autorevolmente registra il Diz. Usata da Camilleri nel Cane di terracotta, come aggettivo sia di “curiosità” sia di “luce” (specificatamente, di un acciarino), sembrerebbe significare scialba, scarsa, moderata. Sic.). Originariamente, era verbo proprio delle operazioni di bucato. Sic. Copertura”; “Palmo: spazio di quanto si distende la mano dall’estremità del dito grosso a quella del mignolo. erbe, muschi o alghe, sulle rive di corsi d’acqua o sugli scogli a fior d’onda. Anche: ritrarre un arto, scorciare una tonaca o una veste troppo lunga, corrugare della fronte, arricciare (il naso), accartocciarsi delle foglie, rannicchiarsi per il freddo, ritirarsi da un’azione, e infine, scherzoso, rincasare (Voc. Il pomeriggio: una biondina occhi azzurri non molto alta parlava un italiano altalenante, sicuramente dell’Est in Italia in cerca di sistemazione per poi ritornare al suo paese ben sistemata finanziariamente rispedita via con solita risposta. E’ voce onomatopeica, in quanto scoppu significa anche scatto, rumore, fracasso. uomo ucciso e poi impacchettato, con le gambe ripiegate dietro la schiena e legate a un capo di una cordicella, a volte un filo di ferro, il cui altro capo è rigirato attorno al collo. piccolo dolce di pasta soffice e leggera. Agghiùtiri a sputazza. Spardatu ha il significato di  malconcio, lacero. essenza alcolica di anice che in Sicilia si spruzza nel bicchiere d’acqua. eufemismo per “a puttane”, detto di cosa o intrapresa che finisce molto male. Vostra Eccellenza benedica. bonaccione ma lento nei riflessi (Voc. Il primo cittadino, nell’immediatezza dell’accaduto, ha ricordato che la città da lui governata annovera un dato bruttissimo, quello di aver visto molti giovani luzzesi caduti sul lavoro. Di metafora in metafora, misteriosamente…. significa vento con neve, neve che il vento polverizza. aizzare il cane contro qualcuno, assaltare; affollarsi attorno a qualcuno con domande insistenti. Contribuisci con l'aggiunta del nome o della storpiatura mancante. Pozzo: idem, prima persona dell’indicativo. Alcuni esempi includono l'artista Pablo Ruiz Picasso , il poeta Federico García Lorca e il politico José Luis Rodríguez Zapatero . Forse dal latino volgare subnibulus, oscuro, tenebroso; in uso nell’Italiano dal 1891. parlarsi con il sé, cioè mettersi d’accordo. Termine settecentesco non più usato dai “pirotecnici” siciliani (secondo Ignazio Buttitta jr, antropologo, che su fuochi e fuochisti pirotecnici siciliani sa, praticamente, tutto). Participio passato dell’indecifrato verbo smorcare, usato per definire sia la fame sia la febbre: a senso, sembrerebbe indicare l’insorgenza sia dell’una che dell’altra (ma anche esattamente l’opposto). allontanarsi, mettersi da parte. gustarsi la vita. Eufemismo per storpiamento della parola gonorrea, malattia venerea fastidiosa, e per tale origine veniva considerata una parola da non pronunciare in società. 0 0 1. José Antonio Gómez-Iglesias . Altrimenti… Ronaldo per cui è sbagliato e storto ciò che non ti dà piacere e ragione. Pici significa pece. tromba marina, ma anche tempesta, bufera in senso figurato. Soccorrere. Per ulteriori informazioni sui cognomi -z in spagnolo, vedere Influenze sulla lingua spagnola . (Dizionario siciliano – italiano di Vincenzo Mortillaro, marchese di Villabena, terza edizione riveduta e corretta del 1876 (da qui: Mort.). Camilleri usa anche: pruì. salutare togliendosi il cappello. Il primo stile è nelle formule di ortografia del cognome patronimico e toponimo , ad esempio Gonzalo Fernández de Córdoba , Pedro López de Ayala e Vasco Núñez de Balboa , come in molti nomi di conquistador . E senza dubbio vi agisce la memoria delle antiche necropoli scavate nelle colline rocciose”.E Vincenzo Consolo, in Di qua dal Faro, aggiunge: “Non solo la memoria ancestrale, ma vi agisce la conoscenza, l’esperienza: il chiarcàro era spesso il luogo dove si occultavano i cadaveri dei morti ammazzati dalla mafia”. sinonimo di fascedda, cestino in cui si tiene la ricotta. Il verbo è gnutticari: in senso figurato, vale: raggirare qualcuno, persuaderlo, tirarlo dalla propria parte. Recentemente bandite dalle norme igienico-sanitarie europee, facevano, fanno – e faranno? Per sineddoche, un certo tipo di costruzione. che c’entra? passato remoto di pròiri , porgere. Nel Messinese: cucinare verdure messe crude nel tegame con acqua, a cui si aggiunge poi l’olio (Voc. ”S’udiva un lontanissimo zirlìo di grilli”, di Luigi Pirandello. Si vuole sia stata una “qualità” mafiosa, per cui l’espressione indica, tout court, un mafioso. Sic.) grossa scocciatura. Spesso, la pratica è quella di utilizzare un nome e il primo cognome la maggior parte delle volte (ad esempio " Miguel de Unamuno " per Miguel de Unamuno y Jugo), il nome completo è generalmente riservato a questioni legali, formali e documentarie; tuttavia, entrambi i cognomi sono talvolta usati sistematicamente quando il primo cognome è molto comune (ad esempio, Federico García Lorca , Pablo Ruiz Picasso o José Luis Rodríguez Zapatero ) per ottenere un nome più personalizzato. Astutare significa spegnere; cannila significa candela, astuitacannili significa sia spegnitoio e che sacrestano, cioè colui che spegne le candele. Astragalus siculus. eufemismo per il membro sessuale maschile. combriccola, compagnia di sodali o congiurati. Esattamente, che Donna Franca Cefalù - sua moglie - lo raggiunse venticinque anni dopo, ma verde di bile perché l'amministrazione comunale voleva piazzare le vasche del depuratore tra i suoi alberi. Usata in senso traslato o metaforico, la parola può indicare un’idea o una concatenazione di idee, che rimangono nel sottofondo di un ragionamento e che si acuiscono o scemano a seconda che esso tenda a coincidere con esse. Luce primentìa: alle prime luci (del giorno). registra solo il significato di: attendere a qualcosa, tramare. registra il detto popolare: garruso a ccridenza, persona che si intromette inopportunamente nei fatti degli altri. Sauta un torzolu e va in culu all’ortolano: salta un torsolo e…. inghiottire; per metafora, prendere per buona una notizia non necessariamente veritiera. Prima del XX secolo tutti gli uomini baschi erano considerati nobili (in effetti, alcuni cognomi baschi, ad esempio Irujo o Medoza , erano legati ad alcune delle più antiche famiglie nobili spagnole), e molti di loro usavano il loro status per emigrare con privilegi in altre regioni del Impero spagnolo, in particolare le Americhe, a causa del quale alcuni cognomi baschi divennero comuni al mondo ispano-americano; es. Ecco un dizionario dei termini siciliani più usati da Andrea Camilleri nelle sue opere. Ceto della società contadina equivalente al “ceto medio” cittadino. Me lo ricordo il fratello - dice la Madonna di mare - distribuiva caramelle e torroni a destra e a manca, a me li portava sotto l'altare, capra mia, meglio delle rose! pesce “bianco” della famiglia degli sparidi, quella del sarago e del dentice, Mormora (Linneo: Lithognathus mormyrus, Pagellus mormyrus). non farsi sfuggire chi si pedina, a qualunque costo. Gli attributi e le funzioni del decreto 138/2007 del 26 luglio regolano il rilascio dei certificati di correzione della lingua per i nomi catalani tradotti , da parte dell'Institut d'Estudis Catalans (Istituto di studi catalani) di Barcellona. Il Voc. Nella zona metanifera della provincia di Enna ( Gagliano, Castelferrato) significa anche: lavorare con assiduità, dedicarsi con solerzia (Vocabolario Siciliano edito dal Centro studi filologici e linguistici siciliani a cura di Giorgio Piccitto; da qui: Voc. Sfaglio (Voc. pistacchio, pianta e frutto. occipite. “Io domandai un favore al sindaco e lui mi annacò per un anno senza concludere: mi illuse, mi cullò nella speranza, in definitiva, mi prese in giro”. è un detto volgare, che si usa per accennare una negativa, poichè questo frutto con osso non esiste, dunque si accenna un impossibile” (Mort.). Nella vita quotidiana, queste donne omettono il prefisso nominale "Maria di ..." e usano la parte suffisso dei loro nomi compositi come identità pubblica, piuttosto che legale . Vero leader per petti gonfi e menti sgonfie. il battere la pasta o l’impastarla con le mani. Talvolta, solo una messa in scena – perfino con un “rapimento” spettacolare quanto concordato tra le famiglie – per risparmiare le ingenti spese per una festa di matrimonio regolare. uccisione. Se il cittadino naturalizzato proviene da una cultura di un cognome, il suo cognome attuale viene raddoppiato o viene adottato il nome da nubile della madre . Può essere significativo che il Voc. L’ho letto e ve lo racconto di Maria Lombardo, Liberi Pensieri rubrica di Vincenzo Pitaro, La produzione di energia da fonti rinnovabili alternative al fotovoltaico: focus sulle biomasse, INNOVARE È SOLLECITARE IL PENSIERO LATERALE. “Qualità di ciò che è terribile. detto di uovo: bazzotto; detto di uomo: scontroso; detto di terreno: argilloso (Voc. conoscenza. Col palmo e la gnutticatùra: “Gnutticatùra: l’atto del raddoppiare i panni, la carta, e altro. grossa scocciatura. La grafia è: abbruòiari “La lettera ò è una sibilante prepalatale sorda, come nella pronuncia fiorentina di pece, pace, bacio. Ma soprattutto usato in Sicilia per indicare il soprannome, non necessariamente spregiativo o ridicolo, attribuito a un “capostipite”, i cui discendenti se lo trasmettono di generazione in generazione: nei paesi, è più facile essere conosciuti e identificati dalla inciuria piuttosto che dal cognome. Comunemente si dice di animali. pitìnia significa eczema, verruca. Un’onza era divisa in dodici tarì. Metafora per chi non riesca a tenere un segreto. avere l’argento vivo addosso; tèneri abbentu: lasciare in pace. monolocale al livello stradale, abitazione misera. Le usanze di denominazione spagnole sono tradizioni storiche per nominare i bambini praticate in Spagna . Sic.). Far’u ntollu, fare il nesci. Affiggere. Il Voc. Dicesi ancora chi rimane molto indietro nelle lettere. Tuttavia, questa legislazione si applica solo ai cittadini spagnoli; alle persone di altra nazionalità viene rilasciato il cognome indicato dalle leggi del paese di origine. Bandire per vendere la mercanzia. il musicista Wagner, che fra i siciliani descritti da Camilleri nel Birraio di Preston, non era molto conosciuto. terza persona singolare del passato remoto del verbo arrìdiri: ridere. Formula di saluto rivolta da un uomo di condizione sociale inferiore a uno di condizione superiore. significa, a ribaltone: affrettarsi. Camilleri, nel Gioco della mosca, ne da questa definizione: “Luogo impervio, desolato di sassi e di saggina, soprannome ideale per uno iettatore”. E le ragazze, che forse amavano ballare o cantare, i loro genitori dicevano: "Oh no, vuoi fare la prostituta!". Il gruppo di lettere rpr è di ardua pronuncia per qualsiasi siciliano, perciò si aggira l’ostacolo. Inoltre, alcuni nomi originariamente baschi, come Xabier ed Eneko (in inglese " Xavier " e " Inigo ") sono stati traslitterati in spagnolo ( Javier e Íñigo ). Limitazioni simili applicate contro varianti diminutive, familiari e colloquiali non riconosciute come nomi propri e "quelle che portano a confusione riguardo al sesso"; tuttavia, la legge attuale consente la registrazione di nomi diminutivi. questa è una parola toscana, che secondo il Diz. Il Voc. diventare giallo di paura, di rabbia. Nel frattempo  in una villa del Sentiero dei Guerrieri, secondo quanto riportato da Saro era accaduta una tragedia. Morta lei le chiavi della villa passarono prima al fratello di Donna Franca, il generale, e poi alla moglie, Franca pure lei (che del sindaco era cognata e cugina). Soccorrere. Sic.). La maggior parte dei cognomi galiziani hanno la loro origine nelle toponimie locali , essendo queste regioni della Galizia ( Salnés < Salnés , Carnota , Bergantiños ), città ( Ferrol , Noia ), parrocchie o villaggi (come Andrade ). I vocabolari siciliani ottocenteschi danno: maliarda, ammaliatrice e il Tra. Grimilde comandava allo specchio di dichiarala la più bella del reame. Spesso, come si vedrà, in siciliano una parola indica uccelli di specie e razze diverse. Significava tanto essere preso a legnate quanto allontanarsi dal consorzio civile”. La mattina dopo  una ragazza di suo gusto: alta, castana, viso regolare, bocca invitante, gambe chilometriche, finalmente pensò Rodolfo una ragazza degna di essere prescelta sino a quanto la stessa non aprì la bocca: “Io vorrei stare da lei ma non capisco perché diuturna, io sono castana naturale!” Rodolfo rimase senza parole, una ignorantona, la scaricò  con la solita scusa. Senza parlare dei soprannomi, le cosiddette “ ngiurii”… ma quelle le vedremo un’atra volta. forma sincopata e enfatica per: signora donna. trapano; “strumento a forare, che ha la punta a spire” (Tra. Fig. detto degli occhi; fari pupi pupi: l’annebbiarsi e lo sfocarsi della vista per cui le righe di un libro sembrano oscillare. varie specie di serpenti,  velenosi e no; cravatta; denaro o tesoro nascosto; uomo furbo e astuto, o scontroso e insocievole (Voc. trapano; “strumento a forare, che ha la punta a spire” (Tra. Ci su surruschi, fig. Sic.). Sic.). Mattina seguente una castana altezza media, naso  lungo il resto passabile, Rodolfo la scartò subito, i nasi lunghi gli facevano pensare ad un travestito. smuovere, spingere con sforzo, spostare continuamente, muoversi, agitarsi, dimenarsi camminando, tentennare di cose che non stanno ben ferme, muoversi lentamente o indugiare a bella posta, maneggiare. passa da là, cioè cambia strada, vattene. Sic.). “Dicesi di chi ha la pancia vuota. Pertanto, la figlia e il figlio di Ángela López Sáenz e Tomás Portillo Blanco sono solitamente chiamati Laura Portillo López e Pedro Portillo López, ma potrebbero anche essere chiamati Laura López Portillo e Pedro López Portillo . che è sui trenta, quaranta, cinquanta ecc. Soprannomi come Maricarmen per María del Carmen , Marisol per "María (de la) Soledad" ("Nostra Signora della Solitudine", la Vergine Maria), Dolores o Lola per María de los Dolores ("Nostra Signora dei Dolori"), Mercedes o Merche per María de las Mercedes ("Nostra Signora della Misericordia"), ecc. Insomma, passarono altri anni in attesa che il Tribunale mettesse da parte quella genialata del muro e ripartisse com'è di giusto. Rifl. Nella provincia di Enna, come accade a volte a certe espressioni e verbi siciliani, il significato è esattamente capovolto: coprire di improperi. buca stradale, avvallamento del terreno. Sic. Quindi, biastemia  significherebbe bestemmia. detto di mani: torcersi. offesa, oltraggio. Le ragazze vengono spesso chiamate María , in onore della Vergine Maria , aggiungendo a María un santuario, un luogo o un suffisso di un concetto religioso . Negli anni ’70 – ’80, tale dettagliata spiegazione sarebbe stata superflua, essendo l’incaprettamento pratica frequente e ben descritta dai cronisti di nera. Camilleri scrive sempre pilaja; si incontra plaja solo a partire dal racconto La revisione del volume Gli arancini di Montalbano. Non è insolito, quando il primo cognome è molto comune, come García nell'esempio sopra, per una persona a cui si fa riferimento formalmente utilizzando entrambi i cognomi, o casualmente solo con il secondo cognome. Rodolfo fece un inchino, non parlò di condoglianze (troppo scontato) e le due entrarono in ascensore. tirarsi indietro; prendere le distanze; non tener fede a un impegno. Venire di foravia: arrivare da un luogo estraneo, o da una direzione inaspettata, non consueta. Alla spajacarretto. Fig. Varare un’imbarcazione. La legislazione in Spagna sotto Franco ha limitato legalmente i costumi culturali di denominazione solo ai nomi cristiani (Gesù, Maria, santi) e tipici spagnoli (Álvaro, Jimena, ecc.). detto di persone, sentirsi in sintonia vicendevole, provare sentimenti reciproci. ammaccare, pestare, bastonare, malmenare. Sic.). di origine oscura. Per estensione: sgorgare. Stimolare: istigare qualcuno contro altri. Un’onza era divisa in dodici tarì. modo di dire non facilmente interpretabile. Villa meravigliosa a tre elevazioni con al pian terreno un ampio garage dove era sistemata la Giulia di Rodolfo il quale aveva il ‘piede pesante’ e ‘raccoglieva’ troppe multe per eccesso di velocità correndo il rischio di perdere molti punti dalla patente e dover ridare gli esami di guida. battere violentemente il naso tanto da farlo sanguinare. E’ anche, ma quasi obsoleto, il condizionale del verbo essere: sarebbe. Dicesi per dinotare moltitudine di persone, e grande quantità di cose e simili. piccolo crasto, cioè piccolo agnello castrato. Specie vegetale non registrata da nessuno dei vocabolari consultati e neppure da Flora Sicula, Dizionario trilingue illustrato, di Filippo Maria Provitina, Edizioni Kefagrafica. Partito Mori…, vaso da notte. e’ espressione usata solo in Sicilia, e non sono neppure sicuro che sia ormai capita da tutti i baristi. Può anche significare scialbo. disonorato, ma anche astuto senza troppi scrupoli. Nel paese si respira aria di sconforto per la prematura morte dell’amicone di tutti che tutti appellavano con il diminutivo Fofò. Nell’Agrigentino significa anche: uomo di alta statura (Voc. pitìnia significa eczema, verruca. Nulla a che fare con sugna, che è lo strutto. Ma anche: accoccolarsi, rannicchiarsi nel letto, imbacuccarsi. è una misteriosa parola che, unita a birra, significa: una bottiglia di birra, piccola. salire, portar su. teatro, usato nel senso di: messa in scena, anche in senso figurato. carta d’identità. Alzata d’ingegno: vendere la Giulia ed acquistare una Lamborghini ed una Fiat 500 intestati alla moglie con targa olandese e quindi praticamente invisibile ai Vigili Urbani ed al fisco italiano! registra questo significato al settimo posto. ), anche con il significato di “persona che fa imbrogli e rigiri”. Inoltre, raramente, una persona può diventare ampiamente conosciuta con entrambi i cognomi, ad esempio una tennista Arantxa Sánchez Vicario - mentre i suoi fratelli maggiori Emilio e Javier , anche giocatori di tennis professionisti, sono principalmente conosciuti solo con il cognome paterno di Sánchez nella vita di tutti i giorni , anche se formalmente sarebbero stati indirizzati come Sánchez Vicario . Verbo: gastimari; in alcuni testi di Camilleri è lastimare. improvvisa difficoltà di respiro; traslato: repentina sensazione di cupezza, sia fisica che mentale. Figliò pròtico: figliol prodigo. Potrebbe essere un refuso tipografico. José María Álvarez del Manzano e López del Hierro è un esempio, il suo nome comprende il nome unico composto José María e due cognomi composti, Álvarez del Manzano e López del Hierro . E’ anche, ma quasi obsoleto, il condizionale del verbo essere: sarebbe. mutare l’espressione del volto, per una sorpresa non sempre gradita. Zirlìo è infatti parola della lingua italiana, e deriva dal verbo, onomatopeico, zirlare, che indica il verso dei tordi e di altri uccelli. (?). sparo. rispondere con un diniego ad una profferta amorosa. Sic. Tale uso del secondo cognome di per sé è colloquiale, tuttavia, e potrebbe non essere applicato in contesti legali. vivamaria, momento di estrema confusione. saltare. Ballads, duo acustico composto da Alfonso/Fofò Bruno (chitarra, Songs for Ulan) e Francesco Di Bella (chitarra e voce, 24 Grana), suona "Vesto sempre uguale" dei 24 Grana, negli studi di … ceci. Diritto di accesso ai dati personali ed altri diritti. passa da là, cioè cambia strada, vattene. Sic. Quest'anno finalmente tutti hanno avuto il loro pezzo, e quando i nipoti hanno aperto la casa, ebbero la sorpresa: svaligiata. Ma forse nel testo c’è un refuso: all’urbigna o all’urbisca. Leonardo Sciascia, in Occhio di capra, lo descrive così: “E’ una collina rocciosa, un sistema di anfratti, di crepacci,, di tane. una qualità di tela di cotone; imbroglio, imbroglione, bugiardo. appoggiato. uscire di senno. In Sicilia si usa la parola quasi sempre al plurale,ammazzatine, con senso frequentativo, come a voler indicare la biasimevole ma incorreggibile propensione di certi tempi, certe contrade e certe persone alla reiterata esecuzione di omicidi. Nell’Agrigentino significa anche: uomo di alta statura (Voc. detto di persone, sentirsi in sintonia vicendevole, provare sentimenti reciproci. nel dialetto siciliano esiste l’aggettivo ntollu, stupido, sciocco; ubriaco. Sic.). n‚ il Tra. Altri esempi derivano dai toponimi delle chiese come San José. ‘Cerco ragazza colta, semplice, spontanea, con alto senso dello humour, fisico longilineo, sempre allegra e ottimista che possa farmi compagnia diuturna. Ombrare”. Questa è, in realtà, parola dotta, dottissima, con un pedigree che parte dal latino e arriva fino al greco bizantino: come mandilio indica il fazzoletto su cui, secondo una leggenda del 4° o 6° secolo, sarebbe rimasto impresso il volto di Cristo. insieme di due palle unite con catena che, sparate, producevano distruzione senza scampo, da cui, per estensione, a badda allazzata significa procedere superando qualsiasi ostacolo e allazzatu è “lanciato senza curarsi degli ostacoli”. pres. eufemismo per “a puttane”, detto di cosa o intrapresa che finisce molto male. Non è normale perdere così tanto, Ferran Torres circa 6:0 con la Germania e la tripletta: non posso esprimere quanto sono felice. sognate. organo sessuale maschile. Eufemismo per storpiamento della parola gonorrea, malattia venerea fastidiosa, e per tale origine veniva considerata una parola da non pronunciare in società. letteralmente, calati giunco finchè non passa la piena (del fiume). ); scuotere per compattare ciò che è contenuto in un sacco. Sebbene molti cognomi galiziani siano stati storicamente adattati alla fonetica e all'ortografia spagnole, sono ancora chiaramente riconoscibili come parole galiziane: Freijedo , adattamento spagnolo di freixedo "luogo con frassini"; Seijo da seixo "pietra"; Doval da do Val 'della Valle'; Rejenjo da Reguengo , evoluzione galiziana del termine latino-germanico locale Regalingo "proprietà reale". Sic.). baleni; “Quel chiaro, e momentaneo, mostrarsi della luce prodotto dal vapore elettrico, che trapassa da una parte all’altra dell’atmosfera per mettersi in equilibrio. Si vuole sia stata una “qualità” mafiosa, per cui l’espressione indica, tout court, un mafioso. forestiero. confondere, turbare. Camilleri, nel Gioco della mosca: “Stuzzicare, provocare. Camilleri fa dire al commissario Montalbano che significa “movimento d’acqua”. Trec.) Ma anche vulva, organo sessuale esterno della donna. “Primintiu. Parlandosi di pagamento, vale non eseguito. Etxebarria - "la nuova casa", da etxe (casa) + barri (nuova) + a (la), denota "relativa a una cosiddetta casa colonica"; allo stesso modo, Garaikoetxea - "la casa in alto ", garai ("altezza") + etxe ("casa") + a (il). Venire di foravia: arrivare da un luogo estraneo, o da una direzione inaspettata, non consueta. Sic.). Assumere atteggiamenti mafiosi, vantarsi. Ecco la tabella con i nomi siciliani diffusi con accanto le storpiature. Rincitrullire temporaneamente, non afferrare un concetto, un ragionamento che ad altri sembra semplice (Mort.). Ad esempio, José Luis Rodríguez Zapatero (eletto presidente del governo spagnolo nelle elezioni generali del 2004 e del 2008) è spesso chiamato semplicemente Zapatero, il nome che ha ereditato dalla famiglia di sua madre poiché Rodríguez è un cognome comune e può essere ambiguo. Il verbo in siciliano è: canùsciri. Può prendere intonazioni ironiche. Anche: sfogarsi. Guastare, disordinare, ma anche storpiare, malmenare duramente. serratura a scatto. “Cardaciusu: Fastidioso, molesto (Mort. letteralmente: incassata. terza persona plurale dell’indicativo presente del verbo essere: sono. milza. Cassaro dall’arabo qasr, castello. eufemismo per il membro sessuale maschile. Per fracasso, confusione. Compiere o dire qualcosa all’improvviso Dirigersi con sveltezza e decisione verso un luogo. termine marinaresco che significa allentare,  mollare (una cima, un cavo), tirare lentamente da un luogoall’altro una barca. Spanna, palmo (Mort.)”. Assumere atteggiamenti mafiosi, vantarsi. inghiottire. vale apparenza, sembianza, nascondimento del vero. pasto in compagnia. comportarsi in modo astuto e ambiguo. Di passaggio Nando che sfoderò un risolino. Tollerare senza poter reagire, mandar giù un rospo. Acchianari mura lisci: equivale a arrampicarsi sugli specchi, cioè tentare di tutto pur di raggiungere lo scopo. arretrato. Trec. Rodolfo aveva fatto in tempo a notare lo stile e la signorilità della signora Giorgia, la figlia Aurora, più magra era la copia della genitrice. Sfaccialatu si dice anche di cavallo che presenta una macchia bianca sulla fronte o longitudinale sulla faccia (Voc. 3. Ma di ciò nessuno si ricorda più e camurria è di uso comune e disinibito. Di Pietro traducerebbe: “Che ci azzecca?”. Telefonare al n.-------“Rodolfo ebbe molte richieste, ne selezionò una al mattino ed una al pomeriggio, non voleva ragazze vocianti nel suo ingresso. che non sta mai fermo, che tocca tutto. tacere per paura di fronte a qualcuno frenando l’impulso di rispondere per le rime. alla rinfusa, senza ordine, alla carlona. Pratica non più molto diffusa ma non del tutto scomparsa. In alcune zone del Catanese e dell’Ennese (Voc. di scatasciari, verbo dai molteplici significati: dire ciò che non si sarebbe dovuto; confessare spontaneamente; fare la spia; dare in escandescenze; millantarsi; ridere a crepapelle; piovere a dirotto; togliere collosità alla tela; scuocersi della pasta; dissodare un terreno (Voc. dissemina fra le sue parole dal siciliano. Sic.). Sic.). Nel personale glossario di Camilleri – Montalbano: “Altro verbo che gli piaceva. insieme di due palle unite con catena che, sparate, producevano distruzione senza scampo, da cui, per estensione, a badda allazzata significa procedere superando qualsiasi ostacolo e allazzatu è “lanciato senza curarsi degli ostacoli”.