D: Meno male che ci sei te. E' stata votata 1 volta. Lui dormiva, piccino, non me lo fan nemmen cambiare. D: Dice sto troppo male per tenere il bimbo, e me lo levano subito. ” La pazza gioia Micaela Ramazzotti Inserita: 11/07/2016 + Condividi / Vota. Lo mettono in una casa famiglia, solo solo, per un po’ di tempo. /* Menu Bottom */ Sono nata triste. Donatella ha gli occhi spenti e le guance affilate, è magra da far paura, sembra sul punto di buttarsi via se non fosse per l’appoggio di Beatrice che, coi suoi atteggiamenti un po’ sopra le righe, In alcune delle recensioni che ho letto la critica più gettonata è che il film si regge esclusivamente sull’interpretazione delle due bravissime attrici (Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi) ma io non credo che ciò sia negativo, anzi: è proprio lo spirito con cui le due hanno scavato a fondo della profondità dei personaggi interpretati che conferisce quel quid in più a una storia che, nonostante tutto, mi ha fatto piacere trovare diversa dal solito. Io non volevo nulla da lui, non volevo chiedergli nulla. D: Sei matta? Su questo sito utilizziamo cookie, nostri e di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. D: Piangevo quando mamma mi sgridava che piangevo… “ Sono nata triste anch’io “, le risponde Beatrice. Inoltre, Beatrice e Donatella non imparano di sé molto altro di quello che già non sanno, ma si scoprono lati nascosti del loro carattere come la generosità e la tenerezza. Non vogliamo morire, ma stare insieme. B: Io? Fagli vedè com’è bello. Ho sempre pianto. Informazioni sulla frase. B: Per fortuna v’hanno salvato. Al contrario quando le due donne, in abiti vintage su di una cabriolet rossa, i foulard svolazzanti e gli occhiali da sole tentano l’ennesima fuga, in stile Thelma&Louise, pare di assaporare la loro voglia di libertà. “Ci diamo alla pazza gioia”, dice proprio Beatrice. Grazie ad Elia, e grazie all’altra protagonista del film, l’aristocratica Beatrice Morandini Valdirana (Valeria Bruni Tedeschi), che vive nel passato di una grandeur ormai perduta e non rassegnandosi alla pochezza del presente. Dice “Non guarisci” dice… FILM per genere. Solo che quando me ne vò piange lui. (Donatella – “La pazza gioia” – Virzì) Elia nel frattempo, piccino, s’è addormentato. Mi si attacca addosso. Il percorso che le porterà a maturare un’ amicizia salvifica passerà attraverso una “pazza” fuga dalla comunità, apparentemente senza metà, in realtà ripercorrendo i luoghi famigliari e le dolorose vicende che le hanno segnate. Ricostruire il proprio passato con la fiducia di avere accanto una persona che le vuole davvero bene darà a Donatella la forza di accettarlo e di guardare finalmente al futuro. Si chiama Elia, è mio. B: Ahah! Il film è stato presentato nella sezione Quinzaine des … Invece che curarmi che fai, mi togli Elia?” Ha paura Donatella Morelli (Micaela Ramazzotti). Ingannate e umiliate da maschi incapaci di comprenderle e amarle veramente. A quanto piangerò. Scheletrica ma bellissima, con i capelli corti ed il cappuccio, si nasconde tra le piante per vedere il suo bambino. 100%. 0. Basta di stare sempre male. Entrambe le protagoniste sono donne a modo loro ferite e abbandonate a se stesse, ma la forza di un’amicizia disinteressata e un’inconsueta solidarietà femminile permette di guardare avanti, oltre la coltre pesante di un presente grigio e un orizzonte incerto, dimostrando che anche nelle situazioni più difficili si può trovare il conforto di un’anima affine. Tutti lo guardano, tutti ci guardano, tutti ci sorridono. Le figure femminili delle protagoniste so-no costruite con uno spessore psicologico e una intimità notevoli, e senza retorica né pietismo, in modo assolutamente credibile. Modifica ), Mandami una notifica per nuovi articoli via e-mail. Donatella Morelli attraversa tutto il film con lo sguardo basso e le spalle incassate per non farsi notare, per non farsi vedere da Loro. E i miei unici veri momenti felici: I was a singer Not a very popular one I once had dreams of becoming a … “Sono stata una bambina triste”. #nav_bottom { font-size: 13px; color: #000000; text-align:center; font-family:Verdana;height:46px;margin:11px 0px 0px 3px; } La pazza gioia è un film del 2016 diretto da Paolo Virz ì, con protagoniste Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti. I servizi sociali. La pazza gioia racconta il disagio psichico, tra l’altro un tema molto difficile e scivoloso da portare al cinema, con una grazia e una sensibilità che colpiscono al cuore. Primi e primissimi piani sottolineano quanto vicino sia lo spettatore a quelle due donne sullo schermo, tanto da percepire l’aria umida e soffocante dell’estate toscana, i capelli appiccicati sulla fronte o i vestiti macchiati di sudore. E, tuttavia, è in grado di aiutare Donatella. Piglio un pullman a caso. Ho sempre pianto. Poi scendo, cammino, cammino… D: Te. Non è figliolo mio è figliolo del Seven Apple… Bo… Forse anche morire… Intervista a Lamberto Bava regista cult internazionale di fantasy, “Imprevisti digitali” di Delépine & Kervern. Mi dice anche altre parole brutte. B: Sì anch’io… Dovremmo riposarci un po’. #nav_bottom a { color: #000000; text-decoration: none; padding: 4px 9px 3px 9px; margin: 0px 5px 0px 0px; border: 1px solid #D6CFAB; display: block; min-width: 55px; min-height: 22x; float: left; text-align:center; } VOTA questa frase. Sigarettina… B: Decidere chi? Se sono servitori, che servano”), con il suo prendere le distanze dalle altre abitanti di Villa Biondi (“Siete povere, siete brutte”), con la sua arrogante irriverenza, con i suoi giudizi tranchant (“Sì, però, comprati un quadernetto dove scrivere le tue cosine, non dipingertele addosso”), Beatrice è un personaggio incapace di fare i conti con la propria realtà. Sono nata triste. Me lo devono staccare ditino per ditino. Se non ci fosse Elia da cercare, da ritrovare, starebbe sdraiata tutto il giorno nel letto. Poi dopo diranno tentato omicidio, tentato suicidio, quelle parole lì. Villa Biondi, nei dintorni di Pistoia, è una comunità per donne affette da disturbi mentali. Il consenso ha validit\u00e0 per il broswer su cui si sta navigando e ha una durata di 365 giorni o fino a quando non si svuota la cache. Penso… A quanto è crudele la gente. Volevo solo farglielo vedè. D: Perchè l’ho fatto… Si ride io ed Elia sai? Accumunate dalla depressione e dalla malattia mentale, si incontrano a Villa Biondi, una moderna comunità terapeutica per il recupero e la cura di disturbi psichici situata nella campagna pistoiese. La storia inizia a Villa Biondi, una comunità terapeutica immersa nella campagna pistoiese dove sono curate donne con problemi mentali o sottoposte a misure giudiziarie, e si sviluppa tra Campi Bisenzio, Montecatini e la Versilia. + Film per Anno I dottori. Sono nata triste. VOTA questa frase. 4/11 del Registro Stampa del Tribunale di Bolzano dal 16/5/11 Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso: Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Non a caso Virzì ha voluto scrivere la sceneggiatura a quattro mani con l’amica regista Francesca Archibugi,  bravissima nell’indagare la complessità della psiche femminile fin dal suo esordio con Mignon è partita. Altre frasi di La pazza gioia     Altre frasi Film, + Elenco Film A-Z Il film è un’avventura continua tra Livorno, Montecatini e Viareggio (unico neo di Virzì, quasi incapace di emanciparsi dalla sua Toscana), una corsa senza sosta sulle magnifiche note di Senza fine di Gino Paoli. Valeria Bruni Tedeschi / Micaela Ramazzotti – Paolo Virzì – La Pazza Gioia. D: E allora mi dicono: “Va bene, puoi andare in quella casa famiglia a vederlo”. Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti sono davvero straordinarie: interpretano Beatrice e Donatella in modo viscerale e totalizzante, creando una fortissima empatia tra di loro e con gli spettatori. .btm_cont{ float:left;margin:14px 18px 0px 30px; text-align: left; line-height:21px; font-size:13px; } D: Poi un giorno ci lasciano soli. Paolo Virzì si conferma come regista in grado di toccare tematiche profonde con intelligenza e delicatezza. Sballottate in un mondo esterno che preferisce voltarsi da un’altra parte, infastidito, imbarazzato, spesso meschino e crudele. ( Chiudi sessione /  Voglio stare bene… Vogliamo stare bene. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti. Piangevi a scuola…”. Ma grazie a quell’obiettivo Donatella trova la forza di fare, di scappare, di dare un senso alla propria vita. - direttore responsabile: Roberto Rinaldi, "Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per permettere una normale fruizione del sito. A me mi vien da piangere ma mi vergono. ”Sono nata triste” ”Anch’io sono nata triste” Due donne diverse, una storia di amicizia e dolore condensati nel rapporto tra Beatrice e Donatella, che in comune dividono la fragilità psicologica e l’ingombrante fardello di un passato in cui gli sbagli commessi gravano sul presente. Devo fargli credere che sono io che lo lascio lì. Ma anche i dialoghi. “Datemelo no? La pazza gioia di Paolo Virzì è ambientato in Toscana nel 2014. E basta di stare sempre male, basta. D: Curatemi, datemi Elia… Che mi curate levandomelo? #nav_bottom a:hover { color: #BBB073; text-decoration: none; }. Tutto quello che esiste al di fuori della comunità di Villa Biondi fa male ed addolora. Anche una stanza piena di donne che cantano a suon di chitarra sembra troppo piena per il suo contenuto, soffocante e quasi claustrofobica. “Loro. Beatrice e Donatella sono due donne in crisi, sole, ferite dalla vita che le ha private dell’affetto di cui hanno disperatamente bisogno. ( Chiudi sessione /  Beatrice è una donna aristocratica, esuberante e mitomane, loquace ai limiti del logorroico. + Elenco Attori Essendo ambientato in Toscana tutti i personaggi parlano con un forte accento che a me fa impazzire, quindi concludo dicendo maremma Maiala se m’è garbato sto film! (Beatrice – “La pazza gioia” – Virzì) Loro lo sapevano, sapevano tutto. E' stata pubblicata in data 11/07/16. La fuga architettata da parte di Beatrice è soltanto un mezzo per arrivare alla confidenza dei percorsi che hanno portato le due protagoniste a Villa Biondi: Beatrice ha dilapidato il patrimonio di famiglia e fatto naufragare il matrimonio con il marito avvocato per l’amore non corrisposto di un uomo, Renato (sullo schermo Bobo Rondelli), mentre Donatella soffre di depressione dopo il tentativo di omicidio-suicidio con il figlio Elia, avuto da un uomo sposato che non ha voluto riconoscerlo. E gli uomini che ho incontrato lungo la strada sono stati la mia unica estate. Donatella Morelli attraversa tutto il film con lo sguardo basso e le spalle incassate per non farsi notare, per non farsi vedere da Loro. E allora curami no? Mi dice anche troia. ( Chiudi sessione /  Dice “Te aspetta, dobbiamo decidere”. Scrivo, o almeno ci provo. ”Anch’io sono nata triste”. D: È lì coi figlioli veri. Sceglie delle inquadrature strettissime per raccontarci una storia forte, drammatica e toccante all’estremo. Virzì infatti guardia alla commedia italiana (tra cui Il sorpasso di Dino Risi, 1962) ed ambienta la storia nella provincia di cui ripropone anche la mentalità chiusa (basti pensare, una su tutte, alla scena della cartomante). Ed ha ragione. Che parole assurde. Il risultato che ne deriva è un testo che affronta un tema delicato come la pazzia in punta di piedi, in maniera poetica, con un’armonia di comico, drammatico e sentimentale. Meno male che hai la testa dura eh… Dopo la fredda e cinica Lombardia raccontata nello splendido noir Il capitale umano il regista livornese Paolo Virzì torna nella sua Toscana e riprende le fila di quella commedia dolceamara, a metà tra dramma e humour, in grado di mescolare risate e commozione, unendo leggerezza e impegno. Due donne diverse, una storia di amicizia e dolore condensati nel rapporto tra Beatrice e Donatella, che in comune dividono la fragilità psicologica e l’ingombrante fardello di un passato in cui gli sbagli commessi gravano sul presente. Donatella ha gli occhi spenti e le guance affilate, è magra da far paura, sembra sul punto di buttarsi via se non fosse per l’appoggio di Beatrice che, coi suoi atteggiamenti un po’ sopra le righe, l’aiuterà a ritrovare suo figlio, restituendole un obiettivo per cui lottare: guarire per poterlo, un giorno, rivedere. E' stata pubblicata in data 11/07/16. E io devo lasciarlo lì. Titolo La pazza gioia Anno 2016 Regista Paolo Virzì Genere Drammatico, Commedia Interpretato da. D: C’ho questa depressione maggiore, va bene, allora curatemi no? Il risultato è un capolavoro. Crea immagine. Se non ci fosse Elia da cercare, da ritrovare, starebbe sdraiata tutto il giorno nel letto. ( Chiudi sessione /  Piange fortissimo lui. Scheletrica ma bellissima, con i capelli corti ed il cappuccio, si nasconde tra le piante per vedere il suo bambino. B: Dice chi? Amante del lusso e della bella vita che non conduce più, Beatrice nonostante tutto conserva il suo entusiasmo nei confronti delle persone e accoglie sotto la sua ala protettrice. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti. Voglio guarire voglio. È figliolo mio, l’ho fatto io.” Modifica ), Stai commentando usando il tuo account Facebook. Molto indovinata anche la scelta di far recitare alcune pazienti del dipartimento di salute mentale di Montecatini, Virzì ha dichiarato che si sono integrate perfettamente con la troupe, aiutando loro per prime le attrici professioniste. ( Chiudi sessione /  Una mattina vengono a prendermelo in otto, c’è anche i carabinieri. Invece che curarmi che fai, mi togli Elia?” Ha paura Donatella Morelli (Micaela Ramazzotti). Ho 15 anni.Non sopporto davvero più vivere.Non vorrei nemmeno spiegare il perchè perchè altrimenti sarebbe una cosa troppo lunga.Non sopporto la gente che dice che sono depressa solo perchè mi vesto di nero e non parlo perchè sono timida.Ma in realtà è vero che sono depressa.Non sopporto mia madre.Non sopporto la mia amica che mi prende per una falsa amica.Non sopporto mia madre.La … Per maggiori informazioni clicca su 'Info'. B: Anch’io… Depressione maggiore, hanno detto. (Citazione del Film: La pazza gioia) “ Sono nata triste. Beatrice: Birrette… Anche se il tema del viaggio è al centro della sceneggiatura, il film non può essere considerato un road movie secondo l’accezione americana. Quanto siamo stanche io e te… Mi sembra un esercizio riduttivo. “Anch’io sono nata triste”. Oh… Così sarebbe contenta mia madre, sarebbero contenti tutti… L’acqua come il liquido amniotico che custodisce la vita, l’acqua elemento primigenio che alla fine riunisce e rigenera quello che un momento di debolezza aveva diviso. Oh Madonnina come mi vergogno, mi sento una scema. “Sono nata triste“, dice Donatella quasi alla fine del film. Sempre. 0. Dopo i primi maldestri tentativi di Beatrice entrambe iniziano a cercarsi, “annusandosi” reciprocamente e scoprendo nella complicità quell’affetto in grado di lenire le ferite dell’anima. T’hai sempre pianto. Monologo tratto dal film "La pazza Gioia" (Virzì 2016) Perché l’ho fatto? Ha avuto un bambino che le è stato tolto e dato in adozione, evento che l’ha sconvolta. la pazza gioia di sergio dal maso Feedback: 6423 | altri commenti e recensioni di sergio dal maso: domenica 28 agosto 2016 “Sono stata una bambina triste”. D: Sanno tutto sanno, che piangevo pe’ i compiti, piangevo per babbo, piangevo in ascensore… Se vuoi saperne di più consulta la, altri commenti e recensioni di sergio dal maso, Vedi tutti i commenti di sergio dal maso », women movie del cinema italiano contemporaneo, paolo virzì una bella eccezione del cinema italiano. E' stata votata 1 volta. 1. (Citazione del Film: La pazza gioia) “ Sono nata triste. “ Sono nata triste. Questa frase è stata visualizzata 1824 volte. “Sono nata triste anch’io“, le risponde Beatrice. Per un caso fortuito le due scappano dalla comunità dandosi a quella pazza gioia del titolo che emoziona Beatrice e getta invece Donatella in un cupo ritorno al passato, mettendola di nuovo faccia a faccia coi  luoghi in cui ha avuto inizio la sua caduta nel baratro in seguito al concepimento del figlio non riconosciuto del gestore della discoteca in cui lavorava come cubista e di cui lei , presumibilmente, era innamorata. B: Lui chi? Se non fosse per il ricovero a Villa Biondi non si sarebbero mai conosciute, perché, a parte i problemi psichiatrici, non potrebbero essere più diverse. + HOME dei Film, .cntable {display:table; width:1200px; border:1px solid #d6cfab; height:auto; padding:5px; margin:30px 0px 0px 0px; font-family: verdana, Geneva, Tahoma; line-height: 21px; background-color: #f9f8f3; border-radius:8px;} Informazioni sulla frase. Su un muro della passeggiata di Viareggio si scopre il comun denominatore tra le due donne: l’abbandono per avere amato troppo, un uomo, la famiglia, un altro uomo, senza ricevere mai amore in cambio. A un certo punto lo vedo. Mentre andiamo giù… Siamo felici. E’ un film molto ben scritto, Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra), Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra), Fai clic qui per condividere su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra), Visualizza il profilo di Fondazione Istituto Piemontese A. Gramsci su Facebook, Visualizza il profilo di @GramsciTorino su Twitter, Visualizza il profilo di Istituto Gramsci Torino su YouTube, Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti. Tu vedessi bello. Tutto quello che esiste al di fuori della comunità di Villa Biondi fa male ed addolora. Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. D: Te. Questa frase è stata visualizzata 1824 volte. Sono nata triste. E, tuttavia, è in grado di aiutare Donatella. B: Anch’io sono nata triste… Penso “Adesso me lo levano, me lo levano e non me lo fanno vedè mai più”. “No. “Piangi troppo” dice, “Depressione maggiore” dice. Una corsa verso la ricerca di un modo per affrontare la vita cercando di non uscirne stritolati. Rumor(s)cena è iscritto al nr. E allora curami no? Sono nata triste. Splendida la fotografia di Vlatan Radovic, calda e solare negli esterni, più soffusa e soffocante negli interni dell’istituto. Beatrice al contrario di Donatella, che con quello che ha fatto si misura tutti i giorni e magari riuscisse a rimuoverlo e a perdonarsi, cerca di dimenticare tutto e, spesso, apparentemente, ci riesce. Now if you’re sad and you’re feeling blue Go out and buy a brand new pair of shoes And you go down, down to Tangie Town ‘Cause people down there really like to get it on Get it on. 0%. E’ un film molto ben scritto La pazza gioia, dallo stesso Virzì e da Francesca Archibugi. ”Sono nata triste” 100 % Donatella è invece una giovane introversa e spigolosa, magrissima e fragile come una bambina mai veramente cresciuta. B: Eheh! Amante del lusso e della bella vita che non conduce più, Beatrice nonostante tutto conserva il suo entusiasmo nei confronti delle persone e accoglie sotto la sua ala protettrice Donatella, una giovane segnata sulla pelle (e non solo) da una lunga fase di depressione sviluppata come conseguenza alla separazione dal figlio dopo che, anni prima, ha cercato di portare via con sé buttandosi da un ponte. Modifica ), Stai commentando usando il tuo account Twitter. Ora se sei triste e ti senti depressa Esci e comprati un paio di scarpe nuove e vai giù a Tangie Town Perché la gente laggiù si diverte davvero Si diverte. Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso: Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Valeria Bruni Tedeschi; Micaela Ramazzotti; Acquistalo su. Chiaramente ho anche un bel Valium fregato a mia madre. Dunque, le inquadrature. D: Loro. Scopriamo che il suo declino è iniziato quando si è invaghita di un criminale che l’ha trascinata nell’illegalità facendole dilapidare il suo patrimonio e abbandonandola con un disturbo della personalità di tipo maniacale. Working Title Film Festival 5: «Una finestra globale sul lavoro», 59 film in concorso, visione onlin... La bellezza non può essere nascosta. Depressione maggiore, hanno detto. Che piangevo, che ho sempre pianto, che piangevo per la scuola, che piangevo per i compiti. Beatrice e Donatella sono due donne in crisi, sole, ferite dalla vita che le ha private dell’affetto di cui hanno disperatamente bisogno. E invece si danno a due giorni infernali, prigioniere di un passato che riappare, di parenti pessimi, di uomini terribili. ( Chiudi sessione /  Sono nata triste. Modifica ), Stai commentando usando il tuo account Google. Chi dice? ”La pazza gioia” si muove su un sottile equilibrio tra commedia e dramma, alternando battute di spirito a toccanti monologhi come quello di Donatella nella parte finale, mentre racconta con l’ingenuità tipica di una ragazzina cresciuta troppo in fretta la buona fede con cui ha cercato di proteggere se stessa e suo figlio da un mondo che li voleva divisi, in cui l’amore non basta per convincere gli assistenti sociali dell’idoneità al difficile ruolo di madre. 0%. Le inquadrature rendono tutti gli spazi piccoli, ristretti. ", Rumor(s)cena il giornale per chi segue lo spettacolo. Vedo lui. Con le sue frasi ad effetto (“Ma smettila con questo senso di inferiorità sociale. D: I servizi sociali, dicono inidoneità genitoriale. Crea un sito o un blog gratuito su WordPress.com. Penso a quanto piangerà. Sballottate in un mondo esterno che preferisce voltarsi da un’altra parte, infastidito, imbarazzato, spesso meschino e crudele. Con il termine “mai una gioia” noi giovani ragazze moderne, si lo so mi sono definita una giovane ragazza alla soglia dei 37 anni, intendiamo quel particolare momento in cui la vita ci fa capire che stiamo sbagliando su ogni fronte. I dottori. I servizi sociali. La nostra protagonista è piena di mai una gioia. Dio esiste e vive in una fattoria del vento, “Il giorno sbagliato” di Derrick Borte , in Fear We Trust. La pazza gioia è semplicemente uno splendido film, con momenti di grande cinema e vera poesia. B: Tu sei scema. E invece si danno a due giorni infernali, prigioniere di un passato che riappare, di parenti pessimi, di uomini terribili. B: Meno male che ci sono io… La Ramazzotti e la Bruni Tedeschi insieme sono eccezionali ognuna nel proprio ruolo, capaci di rendere i loro personaggi credibili, folli, disperati, indifendibili ma impossibili da respingere nelle loro rispettive fragilità. E io allora ci vò tutti i giorni, ci sto tutto il giorno. Illegitimate son of a Rock n’ Roll star … Donatella, invece, è una ragazza fragilissima, schiva e taciturna, segnata dalla tossicodipendenza e dall’anoressia di cui porta i segni in un corpo tatuato e sofferente. I film di Virzì non hanno mai un titolo casuale: se Il capitale umano era in realtà la rappresentazione al contrario di una società esageratamente ricca ma arida di valori umani, La pazza gioia segna un ritorno ad un umanesimo che era stato il filo rosso di buona parte della cinematografia del regista livornese.