Intervista di Antonello Sacchi Diceva: "Non nelle crapule e nelle ebbrezze, non negli amplessi e nelle impudicizie, non nelle contese e nelle invidie, ma rivestitevi del Signore Gesù Cristo né assecondate la carne nelle sue concupiscenze". A spalle più libere delle tue spuntarono le ali senza che si fossero consumate nella ricerca e in una meditazione di oltre un decennio su questi problemi". Ma ora quanto più amavo i due giovani ascoltando gli slanci salutari con cui ti avevano affidato la loro intera guarigione, tanto più mi trovavo detestabile al loro confronto e mi odiavo. Questo il racconto di Ponticiano. Un’avventura di Ponticiano e tre suoi amici. Da questa volontà incompleta e incompleta assenza di volontà nasceva la mia lotta con me stesso, la scissione di me stesso, scissione che, se avveniva contro la mia volontà, non dimostrava però l’esistenza di un’anima estranea, bensì il castigo della mia. Ricevi gli aggiornamenti sulle novità editoriali: LibreriadelSanto.it di ANTONIANUM S.R.L. Amiamo, corriamo. Senza dubbio ero io nell’uno e nell’altra, ma più io in ciò che dentro di me approvavo, che in ciò che dentro di me disapprovavo. Università. Trionfa il generale vittorioso, che non avrebbe vinto senza aver combattuto: e quanto maggiore fu il pericolo nella battaglia, tanto maggiore è la gioia nel trionfo; la tempesta sballotta i naviganti e minaccia di farli naufragare, tutti sbiancano nell’imminenza della morte, poi il cielo e il mare si placano e l’eccesso dell’esultanza nasce dall’eccesso della paura; una persona cara sta male, il polso rivela le sue cattive condizioni: quanti ne desiderano la guarigione stanno male con lei in cuor loro, ma poi migliora, e prima ancora che si aggiri col vigore primitivo, già si diffonde un giubilo che non esisteva quando, prima, si aggirava sana e robusta. Rientrato a Venezia nel 1823 Carlo assiste alla morte del figlio Donato e a quella di molti amici colpiti da un’epidemia di colera. Scompaiano dalla tua vista, o Dio, così come scompaiono, i ciarlatani e i seduttori delle menti, coloro che, avendo rilevato la presenza di due volontà nell’atto del deliberare, affermano l’esistenza di due anime con due nature, l’una buona, l’altra malvagia. Molti anni della mia vita si erano perduti con me, forse dodici da quello in cui, diciannovenne, leggendo l’Ortensio di Cicerone mi ero sentito spingere allo studio della sapienza; e ancora rinviavo il momento di dedicarmi, nel disprezzo della felicità terrena, all’indagine di quell’altra, la cui non dirò scoperta, ma pur semplice ricerca si doveva anteporre persino alla scoperta di tesori, di regni terreni e ai piaceri fisici, che affluivano a un mio cenno da ogni dove. Tutti gli argomenti erano stati sfruttati e confutati. Narra poi di un furto di pere ragionando su come in quel caso non l’abbia spinto il bisogno ma il furto in sé. Ad esempio San Paolo nella lettera ai Romani scriveva: “Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c’è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ritorna allora a Fratta dove comincia a lavorare come cancelliere. I miei pensieri, le riflessioni su di te somigliavano agli sforzi di un uomo, che nonostante l’intenzione di svegliarsi viene di nuovo sopraffatto dal gorgo profondo del sopore. Chiese di vedere il testo che avevo letto. Quando però in Francia scoppia la Rivoluzione ed in Italia cominciano i primi moti, Carlo, sensibile agli ideali di libertà ed uguaglianza sociale, riceve una grande delusione nello scoprire la corruzione ed i complotti politici in cui sono implicati anche l’avvocato Ormenta e padre Pendola. Le Confessioni sono la storia di un'anima e sono un libro che può essere letto a livelli differenti. Carlo trascorre un periodo di quiete con la moglie nel piccolo borgo di Cordovado, ma quando scoppiano i moti del 1821 nell’Italia Meridionale, si arruola nell’esercito di Guglielmo Pepe. Carlo è stato abbandonato dalla madre subito dopo la nascita. Così, attraverso la filosofia, gli si schiuse una via verso la fede nell'eterno Dio. L’Apostolo non mi proibiva il matrimonio, sebbene invitasse a uno stato più alto, desiderando, se possibile, che tutti gli uomini fossero come lui; ma io, più debole, cercavo una posizione più comoda. Mi strappai cioè i capelli, mi percossi la fronte, strinsi le ginocchia fra le dita incrociate, così facendo perché lo volevo. – 4. Egli lo interpretò come un oracolo indirizzato a se stesso e immediatamente si rivolse a te. google_ad_client = "ca-pub-1330851033549064"; Le confessioni di un italiano sono il capolavoro di Ippolito Nievo, scritte tra il 1857 ed il 1858 e pubblicate postume nel 1867. Ma la sua voce era ormai debolissima. Perciò molto ne gioiscono anche coloro che si sono mossi per primi, poiché non gioiscono soltanto per sé. Vedevo la Chiesa popolata di fedeli che avanzavano, l’uno in un modo, l’altro in un altro; invece mi disgustava la mia vita nel mondo. Il libro VIII delle Confessioni rievoca il momento cruciale della vicenda esistenziale di sant’Agostino, culminante nella definitiva conversione, descritta nella famosa … – 27. Così venne a dire che un giorno, non so quando ma certamente a Treviri, mentre l’imperatore era trattenuto dallo spettacolo pomeridiano nel circo, egli era uscito a passeggiare con tre suoi camerati nei giardini contigui alle mura della città. Annesso alla nostra abitazione era un modesto giardinetto, che usavamo come il resto della casa, poiché il nostro ospite, padrone della casa, non l’abitava. Dopo la morte di un amico Agostino cade in una profonda depressione e da Tagaste va a Cartagine. Ma chi era là, che non lo conosceva? 11. Con un sorriso sulle labbra, che era di derisione e incoraggiamento insieme, sembrava dire: "Non potrai fare anche tu ciò che fecero questi giovani, queste donne? Eppure da giovinetto, ben misero, sì, misero proprio sulla soglia della giovinezza, ti avevo pur chiesto la castità. LIBRO QUARTO     INSEGNANTE PER NOVE ANNI A TAGASTE E A CARTAGINENel 374/75, terminati gli studi, Agostino si stabilì a Tagaste come insegnante delle arti liberali, ma trasferì poco dopo la sua scuola a Cartagine (375/83). M’illumini la tua misericordia, mentre interrogherò, se mai possono rispondermi, le recondite pieghe delle miserie umane e le misteriosissime pene che affliggono i figli di Adamo. Inoltre la vicinanza con la filosofia platonica è evidente. 2881 0 obj <>/Filter/FlateDecode/ID[<5747DBC1AA5E3D4285592CB918617517><95F3584E21629F46A80C0D2879AA40B7>]/Index[2867 83]/Info 2866 0 R/Length 78/Prev 1550389/Root 2868 0 R/Size 2950/Type/XRef/W[1 2 1]>>stream Così in me due volontà, una vecchia, l’altra nuova, la prima carnale, la seconda spirituale, si scontravano e il loro dissidio lacerava la mia anima. Chiuso il libro, tenendovi all’interno il dito o forse un altro segno, già rasserenato in volto, rivelai ad Alipio l’accaduto. 30.000 - Via Orto Botanico 11 - 35123 Padova - Le Confessioni di S. Agostino: Libro secondoIL SEDICESIMO ANNOL’ADOLESCENZA INQUIETAScopo di un ricordo disgustoso 1. - © 2020 - Tutti i diritti sono riservati - Avrei potuto volere e non fare, se le membra non mi avessero ubbidito per impossibilità di muoversi. L’esperienza personale mi faceva comprendere le parole che avevo letto: come le brame della carne siano opposte allo spirito, e quelle dello spirito alla carne. e quale la causa? Uno dei due cominciò a leggerla e ne restò ammirato, infuocato. Aurelio Agostino Le Confessioni 2 LIBRO PRIMO [L'INFANZIA] 1.1. "Dammi, ti dissi, la castità e la continenza, ma non ora", per timore che, esaudendomi presto, presto mi avresti guarito dalla malattia della concupiscenza, che preferivo saziare, anziché estinguere. E con quale diritto si protesterà contro una pena, che a buon diritto segue un peccato? Lo spirito, dico, comanda di volere, non comanderebbe se non volesse, eppure non esegue il suo comando. l. Dio mio, fa’ ch’io ricordi per ringraziarti e ch’io confessi gli atti della tua misericordia nei miei riguardi. Il Signore Dio loro mi diede ad essi. 8. Lo stesso Simpliciano attirò l'attenzione di Agostino sull'importanza della lettura delle lettere di Paolo. Aggiunse un altro particolare: che, poiché ai tempi dell’imperatore Giuliano un editto proibiva ai cristiani d’insegnare letteratura onoraria, Vittorino, inchinandosi alla legge, aveva preferito abbandonare la scuola delle ciance anziché la tua Parola, che rende eloquente la lingua di chi non sa parlare. A trattenermi erano le frivolezze delle frivolezze, le vanità delle vanità, antiche amiche mie, che mi tiravano di sotto la veste di carne e sussurravano a bassa voce: "Tu ci congedi? L’avevo vista soltanto in un enigma e come attraverso uno specchio; tuttavia si era dissipato dalla mia mente ogni dubbio sulla sostanza incorruttibile e la derivazione da quella di ogni altra sostanza. Anziché contrastare, diciamo così, a viso aperto, venendomi innanzi, parevano bisbigliare dietro le spalle e quasi mi pizzicavano di soppiatto mentre fuggivo, per farmi volgere indietro lo sguardo. E cominciò a benedirti perché puoi fare più di quanto chiediamo e comprendiamo. 4. Saint Augustine. google_ad_slot = "3103953516"; Intanto Clara, si fa suora non potendo sposare Lucilio, e Pisana sposa un ricco nobile molto più vecchio di lei. Sarà in tal caso smentita la loro asserzione consueta, che una natura è buona e l’altra malvagia; oppure si convertiranno alla verità, ammettendo che nell’atto di deliberare una sola anima fluttua in balia di volontà diverse. Egli dunque rimase ove ci eravamo seduti, immerso nel più grande stupore. Eppure si avvicinano e sono illuminati al ricevere la tua luce, e quanti la ricevono, ricevono da te il potere di divenire tuoi figli. presero le armi. Quando dal più segreto fondo della mia anima l’alta meditazione ebbe tratto e ammassato tutta la mia miseria davanti agli occhi del mio cuore, scoppiò una tempesta ingente, grondante un’ingente pioggia di lacrime. Qual è l’origine di questa assurdità? E quanti pericoli non bisogna attraversare per giungere a un pericolo maggiore? 3. – 11. E poiché non comanda tutta intera, non avviene ciò che comanda; se infatti fosse intera, non si comanderebbe di essere, poiché già sarebbe. Non asseriscano dunque più, al vedere due volontà affrontarsi nel medesimo individuo, che si tratta della contesa di due anime contrarie, una buona, l’altra malvagia, formate da due sostanze contrarie, da due principi contrari: perché tu, Dio verace, li condanni, li confuti, li smascheri. Lo spirito comanda allo spirito di volere, non è un altro spirito, eppure non esegue. Ormai tutto ciò mi attraeva meno della tua dolcezza e della bellezza della tua casa, che ho amato. Ma Vittorino amò meglio di professare la sua salvezza al cospetto della santa moltitudine. Pensiamo al caso di due volontà entrambe malvagie, quali si hanno in chi sta deliberando se uccidere un uomo col veleno o con un’arma, se appropriarsi di questo o di quel fondo che non gli appartengono né può occupare contemporaneamente; se comprare il piacere per lussuria o serbare il denaro per avarizia; se recarsi al circo o a teatro quando entrambi diano spettacolo nella medesima giornata, o, aggiungendo una terza eventualità, a rubare in casa d’altri, qualora si presenti l’occasione, o, aggiungendone pure una quarta, a commettere un adulterio, qualora gli si apra simultaneamente una possibilità anche da quella parte. cosa significa ciò? Aderisce al Manicheismo. Confessioni di Sant'Agostino: spiegazione e riassunto CONFESSIONI AGOSTINO, SPIEGAZIONE LIBRO 3. Io, mentre stavo deliberando per entrare finalmente al servizio del Signore Dio mio, come da tempo avevo progettato di fare, ero io a volere, io a non volere; ere io, io. Narra poi di un furto di pere ragionando su come in quel caso non l’abbia spinto il bisogno ma il furto in sé. 13. Inoltre lo stesso Anneo Seneca è da contrapporsi alla figura del santo (άγιος , hagios). Io mi gettai disteso, non so come, sotto una pianta di fico e diedi libero corso alle lacrime. Ogni giorno sospiravo verso di te e nel tempo esente dal peso degli affari, sotto cui gemevo, frequentavo la tua chiesa. Le confessioni libro 7 - Riassunto Confessions. In questo libro Agostino ci parla di come le passioni lo infiammino nell’adolescenza. Le confessioni, scritte dal 397 fino al 400 (anche se a riguardo ci sono state numerose dispute), sono un’opera divisa in 13 libri, nella quale Agostino ha voluto porre davanti a Dio e a noi tutti il ricordo della sua anima e, con una profonda umiltà, manifestare il suo vecchio e nuovo “io”. L’incontro con Vindiciano, che gli dice di quanto siano sciocchi questi ultimi viene ritenuto col senno di poi volontà del Signore. Ed era venuto il giorno in cui mi trovavo nudo davanti a me stesso e sotto le rampogne della mia coscienza: "Dov’è la tua loquacità? Avevo sentito dire dalla bocca della verità che esistono eunuchi, i quali si mutilarono volontariamente per amore del regno dei cieli; ma aggiunge: "Chi può capire, capisca". Ci si avvia, e molti seguiranno. Ma egli mi rivelò allo stesso modo ciò che a mia insaputa accadeva in lui. Agostino inizia quello che sarà il suo libro più importante con un’invocazione a Dio. Se tentavo di distogliere lo sguardo da me stesso, c’era Ponticiano, che continuava, continuava il suo racconto, e c’eri tu, che mi mettevi nuovamente di fronte a me stesso e mi ficcavi nei miei occhi, affinché scoprissi e odiassi la mia malvagità. A Padova Carlo frequenta l’università tra molte ristrettezze, e, con l’aiuto di padre Pendola, entra a far pratica nello studio dell’avvocato Ormenta. Feci visita dunque a Simpliciano, padre per la grazia, che aveva ricevuto da lui, del vescovo di allora Ambrogio e amato da Ambrogio proprio come un padre. Ammalato nello spirito di questa malattia, mi tormentavo fra le accuse che mi rivolgevo da solo, assai più aspre del solito, e i rigiri e le convulsioni entro la mia catena, che ancora non si spezzava del tutto, che sottile ormai mi teneva, ma pure mi teneva. Una gioia condivisa con molti è più abbondante anche per ciascuno. Allora potranno dirsi per loro le parole del tuo Apostolo: "Foste un tempo tenebre, ora invece luce nel Signore". Comincerò in questo luogo. Per esortarmi poi all’umiltà di Cristo, celata ai sapienti e rivelata ai piccoli, evocò i suoi ricordi di Vittorino, appunto, da lui conosciuto intimamente durante il suo soggiorno a Roma. E quali cose non mi suggerivano con ciò che ho chiamato "questo e quell’altro", quali cose non mi suggerivano, Dio mio! 21. Il santo, dialogando con se stesso e con Dio, si muove quasi verticalmente per espiare il male e purificarsi. L’Ortensio era un dialogo oggi perduto dedicato da Cicerone al rivale  e amico Ortensio Ortalo, scritto come introduzione agli studi filosofici. Allorché qualcuno sta deliberando se recarsi a un loro convegno oppure a teatro, costoro gridano: "Ecco le due nature, una buona che lo invia qui, l’altra malvagia che lo rinvia là. E sono due volontà, poiché nessuna è completa e ciò che è assente dall’una è presente nell’altra. Roma supplicava ora questi dèi dopo averli vinti, e il vecchio Vittorino li aveva difesi per lunghi anni con eloquenza terrificante. – 7. E tu, Signore, mentre parlava mi facevi ripiegare su me stesso, togliendomi da dietro al mio dorso, ove mi ero rifugiato per non guardarmi, e ponendomi davanti alla mia faccia, affinché vedessi quanto era deforme, quanto storpio e sordido, coperto di macchie e piaghe. Io arrossivo troppo, udendo ancora i sussurri delle frivolezze; ero sospeso nell’esitazione, mentre la Continenza riprendeva, quasi, a parlare: "Chiudi le orecchie al richiamo della tua carne immonda sulla terra per mortificarla. S.Agostino Le confessioni 4 LIBRO VIII la conversione VISITA A SIMPLICIANO l.l Simpliciano, servo di Dio 2.3 La conversione di Vittorino nel ricordo di Simpliciano 3.6 Esultanza per il bene faticosamente raggiunto 4.9 Maggiore esultanza e frutto perla conversione di un personaggio famoso 5.10 Il conflitto delle due volontà e il (Conf. 2867 0 obj <> endobj Tutti i diritti riservati. h�bbd``b`�s�S1��b �.� Ī�@J�A�� b��$�c`b�>2��q������>� � Con severa misericordia raddoppiavi le sferzate del timore e del pudore, per impedire un nuovo rilassamento, che, invece di spezzare quel solo esiguo e tenue legame esistente ancora, l’avrebbe rinvigorito da capo, e stretto me più saldamente. Leggi gli appunti su primo-libro-confessioni-agostino qui. L’avevo superato, trovando nella testimonianza concorde dell’intero creato te, nostro Creatore, e il tuo Verbo, Dio presso di te e con te unico Dio e strumento della tua intera creazione. Avevo pensato che la ragione per cui differivo di giorno in giorno il momento di seguire unicamente te, disprezzando le promesse del secolo, fosse la mancanza di una luce sicura, su cui orientare il mio corso. Malgrado questa situazione sicura e onorata, e benché la madre ed altri prossimi parenti abitassero allora con lui, Agostino si sentiva nel suo interno più tormentato ed infelice che mai. La traduzione in italiano del testo originale in latino del Libro 03 de Le Confessioni di Sant'Agostino…, Filosofia antica — Non ero neppure io a provocarla, ma il peccato che abitava in me quale punizione di un peccato commesso in maggiore libertà; poiché ero figlio di Adamo. Quando, nel descrivergli la tortuosità dei miei errori, accennai alla lettura da me fatta di alcune opere dei filosofi platonici, tradotte in latino da Vittorino, già retore a Roma e morto, a quanto avevo udito, da cristiano, si rallegrò con me per non essermi imbattuto negli scritti di altri filosofi, ove pullulavano menzogne e inganni secondo i princìpi di questo mondo. Lascia un tuo commento sui libri e gli altri prodotti in vendita e guadagna. E anche una simile condizione non è del tutto instabile e irta di pericoli? Università degli Studi di Bergamo. Recalcitrava, ricusava e non si scusava. Risponderanno ogni volta: "È bene". Perso il rispetto verso il suo errore, e preso da rossore verso la verità, all’improvviso e di sorpresa, come narrava Simplicíano, disse all’amico: "Andiamo in chiesa, voglio divenire cristiano". Come? Giunsi a Cartagine, e dovunque intorno a me rombava la voragine degli amori peccaminosi. Scriveva l’autore delle Confessiones: “Si fallor, sum”, ossia: “se m’inganno, esisto”. S.Agostino Le confessioni 4 LIBRO VIII la conversione VISITA A SIMPLICIANO l.l Simpliciano, servo di Dio 2.3 La conversione di Vittorino nel ricordo di Simpliciano 3.6 Esultanza per il bene faticosamente raggiunto 4.9 Maggiore esultanza e frutto perla conversione di un personaggio famoso 5.10 Il conflitto delle due volontà e il La centralità dell’io non deve essere “assoluta”, ma pura riflessione che si scarnifica del non necessario. – 29. 9. In ogni caso l’ammonimento rafforzò dentro di lui una decisione e un proposito onesto, pienamente conforme alla sua condotta, che l’aveva portato già da tempo ben lontano da me e più innanzi sulla via del bene. Esitavo a morire alla morte e a vivere alla vita; aveva maggior potere su di me il male inoculato, che il bene inusitato. La loro orrenda arroganza li allontanò più ancora da te, da te, vero lume illuminante ogni uomo che viene in questo mondo. “Noli foras ire. Persino i piaceri fisici della vita umana non solo a prezzo di noie impreviste e subite controvoglia se li procurano gli uomini, ma a prezzo di disagi premeditati e volontari. I più letti: Back to school: come si torna in classe| Mappe concettuali |Tema sul coronavirus| Temi svolti, Filosofia medievale — Lo afferrai, lo aprii e lessi tacito il primo versetto su cui mi caddero gli occhi. Qui ormai non ero più io, perché subivo piuttosto contro voglia, anziché agire volontariamente. Il libro VIII delle "Confessioni" rievoca il momento cruciale della vicenda esistenziale di sant'Agostino, culminante nella definitiva conversione, descritta nella famosa "scena del giardino" della sua casa milanese. E mentre feci molti gesti, per i quali volere non equivaleva a potere, non facevo il gesto che mi attraeva d’un desiderio incomparabilmente più vivo e che all’istante, appena voluto, avrei potuto, perché all’istante, appena voluto, l’avrei certo voluto. Invano mi compiacevo della tua legge secondo l’uomo interiore, quando nelle mie membra un’altra legge lottava contro la legge del mio spirito e mi traeva prigioniero sotto la legge del peccato insita nelle mie membra. E tutte sono volontà buone e lottano tra loro finché non sia operata la scelta, su cui punti tutta la volontà ridotta a una sola di molte in cui era divisa. Sant’Agostino parte da quella vergogna e la supera per arrivare a Dio. Non desideravo acquistare ormai una maggiore certezza di te, quanto piuttosto una maggiore stabilità in te. Ma poi dalle avide letture attinse una ferma risoluzione; temette di essere rinnegato da Cristo davanti agli angeli santi, se avesse temuto di riconoscerlo davanti agli uomini, e si sentì reo di un grave delitto ad arrossire dei sacri misteri del tuo umile Verbo, quando non arrossiva dei sacrilegi di demoni superbi, da lui superbamente accettati e imitati. (TERZO LIBRO) La lettura dell'Ortensio di Cicerone durante il corso degli studi, a 19 anni, suscita in lui un desiderio nuovo di sapienza e diventa il primo stimolo al ritorno verso Dio.