Ancora le buccine danno un secondo segnale, che prevede che ciascuno carichi rapidamente i bagagli sui muli e sugli altri animali da soma. [72] Solo nel II secolo cominciarono ad essere un metodo di costruzione generalizzato in tutto l'Impero. I Romani, al contrario, preferiscono fare la fatica di scavare i fossati e di costruire le altre opere di fortificazione per avere sempre un unico tipo di accampamento, sempre uguale e ben conosciuto a tutti.», Una volta che l'esercito in marcia si avvicinava al luogo in cui porre il proprio accampamento, un tribuno insieme ad un gruppo di centurioni, a cui normalmente era affidato questo compito, andavano in perlustrazione e ispezionavano attentamente l'intera area. E così, nel predisporre il piano generale dell'accampamento, sono costretti a cambiare continuamente il suo assetto [...] per cui nessuno sa mai con precisione quale sia il suo posto e della propria unità. Ad una distanza di cinquanta piedi dagli hastati erano, quindi, disposti i reparti di cavalleria alleata. [60], Qui viene invece rappresentato un accampamento da marcia al tempo delle guerre marcomanniche (166-188), che di viene descritto nel De Munitionibus Castrorum. [47] Una volta selezionati i quattro uomini della prima turma, scelti dagli optiones, si procedeva al sorteggio del rispettivo turno di guardia. Tutte le altre strade erano secondarie rispetto alle prime due (es. impedimenta, impedimentorum bagagli dell’ esercito. [73] Fu solo a partire dalla successiva dinastia dei Flavi che le mura esterne, oltre agli edifici interni, cominciarono ad essere costruiti in mattoni (tegulae) e pietra,[72] mentre il castrum andava sempre più assumendo la forma di un rettangolo. [56], L'accampamento "semi-permanente" adottato dai Romani fin dei tempi della Repubblica corrispondeva ai cosiddetti hiberna,[8] vale a dire a quel genere di castra che potesse permettere alle truppe di mantenere uno stato di occupazione e di controllo militare/amministrativo continuativo nei territori provinciali ancora in via di romanizzazione. Il termine è stato utilizzato fino al basso medioevo per indicare un luogo fortificato, ovvero anche un abitato con fortificazioni. Campi e fortezze dell'esercito romano, L'esercito romano da Augusto alla fine del III secolo. Hai bisogno di aiuto in Grammatica latina? Il termine castrum viene utilizzato in tutta l'Italia, ma il significato non è preciso ed eguale per tutti i territori. In caso contrario, qualora qualcuno ne avesse riportate in numero inferiore rispetto a quello dei corpi di guardia ispezionati, si provvedeva ad indagare attraverso il contrassegno inciso sulle tesserae, quali fossero quelle mancanti. Le grandi caserme, infine, che ospitavano i corpi militari stanziati a Roma (dalla guardia pretoriana ai vigiles, fino agli urbaniciani) erano anch'esse chiamate castra (vedi Castra di Roma antica). Ricordiamo che il numero dei fanti alleati era pari a quello dei fanti delle legioni romane (dai quali però andava sottratta la quinta parte per formare il contingente di extraordinarii), mentre quello dei cavalieri era triplo rispetto al contingente romano (da questi andava tolta la terza parte, che veniva messa a disposizione del contingente di extraordinarii). La loro struttura era pertanto similare, pur avendo rispetto ai castra mobili, dimensioni ridotte, pari normalmente a 16-20 ettari. ©2000—2020 Skuola Network s.r.l. Il castrum o castro in italiano (dal plurale tantum latino castra) era l'accampamento nel quale risiedeva, in forma stabile o provvisoria, un'unità dell'esercito romano come per esempio una legione. [42] Questa parola d'ordine doveva essere consegnata al comandante del manipolo successivo, il quale, a sua volta, la consegnava a quello del manipolo seguente, fino a che tutti i manipoli ne fossero informati. [58], «Nelle fortificazioni si aprono quattro porte, una su ciascun lato, comode per farvi transitare sia animali da tiro, sia per l'utilizzarle in sortite esterne da parte dei soldati, in caso di emergenza, essendo le stesse molto ampie. [22], Dopo i principes, facevano accampare gli hastati, disponendone le tende alle spalle e attigue a quelle dei principes, con l'entrata in direzione opposta. gold, Significato diverso al singolare e al plurale, Singularia tantum della seconda declinazione, Sostantivi che al plurale hanno solo casi diretti, Cambiamento di significato dal singolare al plurale, Imparisillabi con una consonante prima della desinenza che seguono il secondo gruppo, Parisillabi che seguono la declinazione del primo gruppo, Nomi derivanti dalla prima declinazione greca, Significati diversi dal singolare al plurale, Genitivo plurale in -um oltre che in -arum. In ogni sua parte le truppe erano pronte a opporsi agli invasori e a respingerli.», Una conseguenza di questa trasformazione delle frontiere fu anche l'aumento della protezione delle nuove e vecchie strutture militari, che vennero adeguate alle nuove esigenze difensive (tale necessità non era così urgente nei primi due secoli dell'Impero romano, dedicati soprattutto alla conquista di nuovi territori). Oltre questi alloggiamenti veniva creata una via di passaggio larga cento piedi, parallela alle tende dei tribuni, al di là del forum, del praetorium e del quaestorium, che correva lungo questi settori dell'accampamento. II - Da Augusto ai Severi, Castra. Nel corso della dominazione normanna, invece, l’elenco delle strutture fortificate demaniali corrisponde, tranne poche eccezioni, all’insieme degli antichi castra che la Corona mantiene fino al Duecento e di cui si preoccupa di curare, in tempi molto brevi, il recupero sia materiale che formale e giuridico, in modo da realizzare un’efficace rete di fortificazioni diffusa su tutto il territorio e particolarmente presente nei punti di maggiore interesse strategico. Alla sera, doveva comunicare al comandante della successiva turma che era il suo turno di ronda per l'indomani. The roman imperial army of the first and second century A.D. Roman Frontier Studies: Proceedings of the XIVth International Congress of Roman Frontier Studies, Roman Frontier Studies: Proceedings of the XVth International Congress of Roman Frontier Studies, Roman Frontier Studies: Proceedings of the XVIth International Congress of Roman Frontier Studies, Roman Frontier Studies: Proceedings of the XVIIIth International Congress of Roman Frontier Studies, Sperimentazione sulla ricostruzione di un campo militare romano, con note, dettagli e riferimenti bibliografici, Riforma dioclezianea dell'esercito romano, Riforma costantiniana dell'esercito romano, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Castrum&oldid=116522679, Voci con modulo citazione e parametro pagine, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, adatto e comodo per farvi entrare e uscire le truppe, che potevano così uscire dai propri alloggiamenti e dirigersi verso questo spazio libero camminando lungo le, utile a convogliarvi il bestiame catturato, oltre al. Pratica e Teoria, Glossario ragionato delle opere di fortificazione, a c. di Ester Lorusso: Castrum, Il mondo di Roma imperiale: la formazione, Roman legionary fortresses 27 BC - AD 378, L'esercito romano. Contemporaneamente misuravano e tracciano altre linee, dalla parte opposta del praetorium, dove andavano posizionati i contingenti di extraordinarii. [2][3][4][5] Sarebbe pertanto adeguato l'utilizzo del solo termine castra al singolare come al plurale per le installazioni di tipo militare come fortemente consigliato da Le Bohec[6] e Rebuffat.[7]. [15], E poiché in ciascuna legione vi erano sei tribuni e che ciascun console ne comandava due di legioni, era evidente che alle dipendenze di ogni console vi fossero dodici tribuni. Ogni anno o quasi erano ricostruiti per trascorrervi l'inverno, a volte in località differenti, a volte nelle stesse, ma in nuove strutture magari poco distanti da quelle degli anni precedenti. [83], «Infatti, per la previdenza di Diocleziano tutto l'impero era stato diviso [...] in città, fortezze e torri. E così quando si provvedeva alla costruzione degli alloggi di questi ultimi, essi erano sistemati similmente a quanto accadeva per le legioni romane, aumentandone proporzionalmente la profondità. Il sostantivo maschile locus, i “luogo”, presenta al plurale due diverse forme, una maschile loci (per indicare i passi di un testo) e una neutra loca (per indicare i luoghi geografici) Se è necessario, all'esterno si scava anche un fossato profondo quattro cubiti (pari a quasi 1,8 metri) e largo altrettanto.», Una volta costruito l'accampamento, i soldati si sistemano in modo ordinato al suo interno, coorte per coorte, centuria per centuria. profugiebant: haudenimlonge castra habebant (da Giulio Cesare) I Galli . argento  (ingl.) Le "aperture" delle porte lungo i quattro lati, presentavano forme differenti, anche a seconda dell'epoca di appartenenza: Per quanto riguarda le strutture difensive dell'accampamento, queste comprendevano cinque tipologie: Fu solo grazie ad Augusto (30-29 a.C.) che si ottenne una prima e vera riorganizzazione del sistema di difese dell'Impero romano, acquartierando in modo permanente legioni ed auxilia in fortezze e forti permanenti (stativa[8][9]), non solo quindi per l'inverno (hiberna[8][9]) lungo l'intero limes. A custodia del quaestorium erano normalmente predisposte tre sentinelle, due invece a custodia delle tende di ciascuno dei legati e dei membri del consiglio di guerra (consilium), tra cui vi potevano essere anche dei senatori amici del console. Queste strutture avevano così, oltre ad un prioritario ruolo militare, anche quello di diffondere la cultura e le leggi imperiali, oltre a promuovere i commerci con il mondo dei barbari lungo le frontiere dell'impero romano. I baraccamenti era strutture atte ad alloggiare ciascuna centuria di legionari, pari a circa 80 uomini. I comandanti romani fecero costruire per la prima volta dei quartieri invernali.[57]. Questa realtà prosegue senza grandi variazioni nel secolo successivo, in piena dominazione sveva, quando il castrum indica sempre più spesso il castello o la fortezza regia e sempre meno, come in passato, il complesso delle opere difensive di un insediamento, il borgo fortificato o, ancora, il semplice accampamento militare. [17] Ciascuno di questi quadrati si affacciava su una delle viae che correvano attraverso l'accampamento. la protezione con guardie armate disposte fino a quattro file di fanti, mentre alcune pattuglie di cavalleria forniscono un servizio costante di ronda; Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta l'8 nov 2020 alle 10:48. Attorno a questi centri militari, che in tempo di pace svolgevano l'importante ruolo di romanizzazione dei territori conquistati, si svilupparono importanti centri civili, chiamati canabae, in alcuni casi divenuti prima municipi e poi colonie. castra, castrorum accampamento militare. Nel cortile interno è, inoltre, collocata spesso la fortezza signorile, la rocca, residenza della massima autorità locale o del suo vicario, nonché sede delle milizie e degli organi della sua curia. PER INIZIARE. All'alba, tutti i soldati si presentano ai centurioni, e poi questi a loro volta vanno a salutare i tribuni e insieme con costoro, tutti gli ufficiali, si recano dal comandante in capo. Schema per memorizzare tempi e modi del periodo ipotetico in latino, Recensione di 0573D6Afd6A5Caa37919F7878F0Be7Bd5F8469B6 - 11-06-2016, Recensione di 7F30B29Be4373Cc1Aff1E6F933C79555Ba851B68 - 01-11-2016, Skuola.net News è una testata giornalistica iscritta al impedimentum, impedimenti ostacolo. [35], Una volta completato l'accampamento, i tribuni facevano tutti gli uomini che si trovavano nel campo, uno ad uno, che fossero uomini liberi o schiavi, di non rubare all'interno dell'accampamento e di consegnare loro tutto ciò che avessero trovato. Fra le città fondate a partire da un castro sono Torino, Como, Pavia, Belluno, Brescia, Bologna (l'attuale via Emilia era il decumano massimo), Vicenza (l'odierno Corso Palladio era il decumano massimo), Potenza[86] (l'odierna Via Pretoria indica già nel nome il percorso del decumano) e Firenze (l'accampamento di Florentia fu fondato come base per l'assedio di Fiesole, città etrusca ben difesa). A questo punto piantavano una prima insegna nel luogo dove doveva essere innalzata la tenda del console; una seconda sul lato di questa (a 100 piedi dalla prima); una terza, lungo la linea dove porre le tende dei tribuni (a 50 piedi dalla seconda) e una quarta (a 100 piedi dalla terza), dove accampare le legioni. Una volta costruito, appare come una città con la sua piazza (forum), le botteghe degli artigiani e i seggi destinati agli ufficiali dei vari gradi (tribunal), qualora debbano giudicare in occasione di qualche controversia. Le nuove fortezze cominciarono così ad essere costruite, o ricostruite, in modo più compatto nelle loro dimensioni (riducendone il perimetro complessivo), più solide nello spessore delle loro mura (in alcuni casi si passò da uno spessore di 1,6 metri a 3,4 metri, come nel caso della fortezza di Sucidava) e con un maggior utilizzo di torri esterne, per migliorarne la difesa. Procopio utilizza il termine φρούριον, corrispondente a castellum, ma usato per indicare sia i castra che i castella, mentre si è soliti ritrovare nelle fonti greche termini come Κάστρον e Kαστέλλιον[89]. - Castrum, i “fortezza” – castra, orum “accampamento” Particolarità nel genere. In questi intervalli vengono collocate tutta una serie di armi da lancio, come catapulte e baliste con relativi dardi, pronti per essere lanciati. Gli ultimi a ricevere le tesserae dovevano riportarle ai tribuni, prima che scendesse la notte. [43] Nel caso in cui ne fosse mancata qualcuna, si provvedeva immediatamente ad indagare, e il responsabile della mancata consegna veniva severamente punito. Anche i forti ausiliari possedevano infatti i Principia (edifici amministrativi), il Praetorium (edificio del comandante, il praefectus di coorte o d'ala), i baraccamenti dei soldati ausiliari e dei loro ufficiali, le stalle per i cavalli, un Valetudinarium (ospedale militare) e gli Horrea (granai). oro          (ingl.) L'esercito ha al seguito una grande quantità di fabbri e arnesi per la sua costruzione.», Giuseppe Flavio aggiunge che all'interno vi sono tutta una serie di file di tende, mentre all'esterno la recinzione (vallum) assomiglia ad un muro munito di torri ad intervalli regolari. Quest'ultimo doveva comportarsi in identico modo durante il suo turno notturno; e ciò valeva per tutti i comandanti di turma successivi. [72] Le torri di avvistamento erano poi presenti lungo l'intero perimetro della fortezza (normalmente di 500x400 metri circa), distanziate le une dalle altre ad intervalli regolari (con misure variabili), mentre le prime torri ad angolo esterne al tracciato delle mura fecero la loro prima apparizione dopo le guerre marcomanniche, non in tutti i settori del limes. Vi è da aggiungere che vi era una via tra la quinta e la sesta turma di cavalleria, ad una distanza di cinquanta piedi; la stessa cosa era fatta con le unità di fanteria, in modo tale che in mezzo alle legioni si andava creando una via di passaggio, parallela alle tende dei tribuni. Nei casi in cui il castrum designa, invece, un’area non munita - come in alcuni esempi siciliani dell’XI secolo - si assiste alla sua trasformazione in sobborgo del fortilizio e della zona più alta e protetta dell’abitato dai quali viene ben controllato e protetto. A partire dall'estremità dell'ultima tenda dei tribuni, erano accampati i cavalieri scelti tra gli extraordinarii, oltre a un gruppo di volontari (evocati), che prestavano servizio personale ai consoli. Ciò indusse i Romani a creare, sembra a partire dalle guerre pirriche, un primo esempio di accampamento militare da marcia fortificato, per proteggere le armate romane al suo interno. Si trattava di un rettangolo di 50 x 100 piedi. [74], Vale la pena ricordare tra gli edifici principali delle fortezze legionarie i Principia, ovvero quegli edifici che ne rappresentavano il centro amministrativo, di fronte agli edifici dove era alloggiato il comandante della legione (legatus legionis), il Praetorium. Trovato il luogo adatto, stabiliscono in primis dove piantare la tenda del comandante (praetorium) e lungo quale lato accampare le legioni. comparativi e superlativi composti di sum verbi anomali particolarità delle determinazioni di tempo prop. Registrazione: n° 20792 del 23/12/2010 Vengono, quindi, avviate tutta una serie di attività con grande disciplina e in sicurezza, dai rifornimenti di Anche in questo caso le tende di questi ultimi erano rivolte verso questa via che li separava dai triarii. [71] A partire però da Diocleziano e dalla sua riforma tetrarchica, le dimensioni delle fortezze andarono sempre più diminuendo, poiché le legioni romane erano state ridotte alla metà degli effettivi. Armamento e organizzazione, Vol. [34], Nel caso in cui i due consoli si accampavano separatamente, tutto rimaneva invariato rispetto al solito schema polibiano, a parte il forum, il quaestorium e il praetorium che erano collocati in mezzo alle due rispettive legioni. [I Romani], infatti, quando entrano in territorio nemico non vengono a battaglia prima di aver costruito un accampamento fortificato. Le ultime tre insegne erano di colore rosso, mentre quella del console era bianca. INDICATIVO PRESENTE, IMPERFETTO E FUTURO. [19], In ciascun manipolo il decurione ed il centurione occupavano le tende estreme del loro settore di campo. E visto che ogni classe era composta da dieci manipoli, anche le viae risultavano tutte di uguale lunghezza e i punti di intersezione con la palizzata si trovano lungo una medesima linea, dove erano rivolti gli alloggiamenti degli ultimi manipoli. Gli alloggiamenti di equites e triari risultavano così tra loro attigui, anche se erano rivolti in direzione opposte. Dalla caduta dell'impero romano d'occidente il termine è rimasto in uso fino al basso medioevo per indicare un luogo fortificato, ovvero anche un abitato con fortificazioni. [28], L'accampamento descritto da Polibio aveva la forma di un quadrato di lato pari a 2.150 piedi tolemaici (= 764 metri: per un perimetro complessivo di 3.055 metri e un'area di 58 ettari), dove i quartieri in cui era diviso dalla fitta rete di viae interne, lo facevano sembrare una città. Il primo decurione di ciascuna legione aveva l'obbligo, alla mattina presto, di ordinare ad uno dei suoi optiones di comunicare, prima di colazione, a quattro uomini del proprio squadrone che dovevano fare il servizio di ronda. Ex quibus Lucius Petrosidius aquilifer, cum magna multitudine hostium premeretur, «Pirro re dell'Epiro, istituì per primo l'utilizzo di raccogliere l'intero esercito all'interno di una stessa struttura difensiva. Lungo la via pretoria si trovavano la porta Praetoria e la porta Decumana, mentre lungo la via principalis si trovavano la porta Principalis dextera e la porta Principalis sinistra. Un ufficiale, poi, alla destra del comandante, per tre volte rivolge loro in latino la domanda se siano pronti a combattere, e quelli per tre volte rispondono con un grido assordante, dicendo di esser pronti e, come invasati da una grande esaltazione guerresca accompagnano le grida, saluto romano. Le fortezze in questione erano costruite durante la dinastia dei giulio-claudi in terra e legno[72] e avevano forma di un quadrilatero irregolare. Crea un sito o un blog gratuito su WordPress.com. In questo caso il campo aveva una forma allungata, con un'area doppia rispetto a quella normale di un singolo esercito consolare, ma con un perimetro pari ad una volta e mezzo. [24] Una volta completate tutte e cinque le viae, di fronte ai cavalieri erano sistemati i manipoli della fanteria alleata, aumentando la profondità dei loro alloggiamenti in proporzione al numero. Sorvegliavano in modo particolare i cavalli, per evitare che, impigliandosi nelle pastoie, potessero ferirsi, o che, sciogliendosi potessero generare confusione all'interno dell'accampamento. Essi fornivano quotidianamente un corpo di guardia agli squadroni di cavalleria. [45], Tra gli uomini destinati al servizio di guardia, quelli che dovevano fare il primo turno, erano condotti alla sera dall'optio della propria centuria, presso la tenda del tribuno. [75] Accanto a questi edifici c'erano poi quelli dei tribuni militari e i baraccamenti dei legionari e dei loro centurioni. Le dimensioni di questi primi due edifici variavano da fortezza a fortezza, anche se normalmente presentavano misure pari a 70x100 metri circa. Tutti e quattro andavano inizialmente a posizionarsi vicino al primo manipolo dei triarii, poiché era il centurione di questo manipolo che aveva il compito di dare il segnale con la tromba all'inizio di ciascun turno di guardia (vigilia). [70][71] È vero anche che, almeno fino a Domiziano (89 d.C.), erano presenti lungo il limes alcune fortezze legionarie "doppie" (dove erano acquartierate insieme due legioni, come ad es. In realtà, il sistema delle viae di un accampamento era simile in tutto e per tutto a quello di una città, in quanto su entrambi i due lati e per tutta la loro lunghezza, troviamo delle tende: da una parte quelle dei manipoli di fanteria e dall'altra delle turmae di cavalleria. Registrazione: n° 20792 del 23/12/2010 ©2000—2020 Skuola Network s.r.l. [41] Al fine poi di assicurarsi che la parola d'ordine, durante la notte, venisse trasmessa in modo adeguato all'interno dell'accampamento militare, venivano prima scelti i tesserarii di ciascun manipolo, ai quali il tribuno consegnava, ogni giorno al tramonto, la parola d'ordine, scritta su una tavoletta di legno (tessera).