Arriviamo al termine del bosco. Troviamo vari bolli. dietro con il sentiero 113: Mezzoldo -loc. Percorriamo un tornante destrorso all'esterno del quale c'è un muro di pietra (m. 1135). Percorriamo un ampio tornante sinistrorso passando tra due tralicci e sotto ai cavi (m. 1765). In basso a destra ci sono i ruderi di un baitello. Quando la raggiungiamo vediamo che regge un segnavia indicante Cantedoldo a ore 0.40 nella Alla sinistra vediamo il letto di un torrente che troviamo in secca. in fondo al quale vediamo una baita (m. 1025). il transito a tutti i veicoli (m. 1165). il Monte Ponteranica (m. 2378). In lontananza, verso sinistra, cominciamo a vedere il Rifugio San Proseguiamo in salita su una mulattiera inerbita con dei piccoli gradini, costeggiando la diga verso sinistra. In alto a sinistra vediamo un baitello (m. 1920). Ignoriamo il Sentiero dei Misteri che prosegue diritto e girando a destra attraversiamo il ponte gettato sulla Poco dopo, alla sinistra, al termine del prato, troviamo una stalla/fienile (m. 1145). Superiamo una coppia di tornanti sinistra-destra, vicini tra loro. Poi, con una semicurva a sinistra, ce ne allontaniamo. Superiamo i tronchi di due faggi sradicati. Il bosco è diventato più rado mentre la vallata è più ampia. Cà San Marco a ore Un cartello indica la Via Priula a coloro che la percorrono in discesa. Dopo una curva a sinistra troviamo il cartello di caduta massi rivolto a coloro che scendono (m. 1715). The mountain hut Passo San Marco 2000 is located at 1850 metres above sea level in Val Brembana (Bergamo), in the municipality of Mezzoldo. In questo punto ai lati del percorso ci sono le Costeggiata la sponda sinistra del lago e, superata un vecchia baita d'alpeggio, si va avanti spostandosi sulla sinistra del vallone, evitando i grossi massi detritici visibili sulla destra, quindi, con un tratto in diagonale, si avanza fino a raggiungere il Passo di Porcile (2290 m - 6 h 15' dalla partenza) in Comune di Foppolo. I segnavia indicano a sinistra: 15 Santa Brigida, Loc. Cà San Marco a ore 1; Torniamo a salire accompagnati da un basso muretto alla destra. 9.5 presso un tornante sinistrorso, lasciamo la provinciale e proseguendo diritto entriamo in Albaredo. Può essere raggiunto in auto seguendo la strada che da Morbegno, passando per Albaredo, sale fino al Passo San Marco (circa 27 km) e scende poi per la valle bergamasca. Altri gradini scendono alla destra verso i prati. Seguiamo quest'ultima. Saliamo poi in modo abbastanza ripido passando accanto ad alcuni massi. Raggiungiamo uno slargo (m. 1490). Giunti in fondo, scendiamo quattro gradini e usciamo all'aperto. mentre altri segnavia a bandierina indicano i sentieri 110-113-114. Vediamo un segnavia bianco verde con il n. 13. Andiamo a sinistra in salita. Quasi in piano percorriamo una curva a destra molto ampia. Riprendiamo a salire. Ora il sentiero si scompone in varie tracce tra l'erba. La sterrata si restringe e diventa un sentiero. Via San Marco prosegue in salita alla sinistra della chiesa con il fondo di sampietrini. Poi, in discesa, ritroviamo l'altro sentiero che rientra dalla destra. Presso un ampio tornante sinistrorso passiamo accanto ad un masso con il segnavia 113 a bandierina. Tempo impiegato: ore 1.40 - Dislivello m. 515 pietre di una vecchia frana. Troviamo alcune pietre collocate di traverso per dirottare l'acqua alla destra del sentiero. Proseguendo in salita, oltre la pecceta, raggiungiamo i prati dell'Alpe Arcogno, ove troviamo una casera (m. 1657) e più avanti un'altra (m. 1757). Tre cartelli colorati segnalano infatti verso destra: 1 Via Priula (fondo rosso), 3 Sentiero Attraversiamo uno spiazzo erboso che conduce alla casa del custode, ai piedi della diga che chiude a valle il Lago di Valmora. rosso-bianco-rosso): Incrocio 133 per Cantedoldo a ore 0.30, Gambetta a ore 0.45, Cà San Marco a ore 1.45; a destra (bolli rossi): X Gambetta Incr. Troviamo una casa alla sinistra e, una dopo l'altra, due tettoie sulla destra (m. 855). Saliamo con alcuni zig-zag. Alla destra vediamo una catena di monti. Adesso il bosco è da entrambi i lati. Più avanti troviamo Continuiamo con poca pendenza e con il fondo in cemento. Alla destra troviamo la base di un pilone sulla quale è stato dipinto un segnavia a bandierina. Troviamo un segnale che avverte del pericolo di caduta massi (m. 1675). Giriamo pertanto a sinistra e c'è un portico. Aggirato verso destra un dosso erboso, cominciamo a vedere il Rifugio San Marco 2000. Continuiamo su sentiero sterrato, dapprima in leggera salita e poi quasi in piano. Continuiamo con un tratto quasi in piano passando accanto ad una rudimentale panca (m. 1550).   Alla sinistra ci sono una fontana con vasca ed un Raggiungiamo una stanga di colore giallo e nero, superata la quale ci immettiamo sulla provinciale che sale al Passo San Marco. Alla sinistra c'è un doppio muretto con funzione di contenimento. Superiamo una stanga di colore verde che troviamo aperta. Ora la mulattiera scorre sotto una delle due linee dell'alta tensione, quella più a sinistra (m. 1815). Ora davanti abbiamo il Piano dell'Acquanera. Proseguiamo in lievissima salita seguendo tracce di sentiero tra l'erba e passiamo sul retro della baita a circa cinquanta metri di distanza. Alla sinistra c'è una pozza (m. 1190). Troviamo delle canaline in metallo per lo scolo dell'acqua, di traverso alla strada. Passiamo sotto i cavi di un elettrodotto sostenuti da una doppia fila di tralicci che, ahimè, ci accompagneranno per tutto il resto del cammino. Lontano, verso sinistra, cominciamo a vedere la Casera Gambetta. Poco dopo, giunti ad un crocefisso, attraversiamo la provinciale e risaliamo verso monte, in un bosco di pecci. Un altro cartello, sul lato opposto della pozza, Pochi passi più avanti percorriamo un tornante destrorso. Percorriamo un tratto su sentiero sterrato. Poco dopo in basso alla destra vediamo una baita di legno. Alpe Lago. Benigni – Passo San Marco) segnavia 101, o come terza tappa del sentiero Gran Via delle Orobie ( rif. Proseguiamo in leggera discesa. sinistra, all'inizio di Via San Marco, i segnavia indicano la Via Priula e il Sentiero dei Misteri. Dopo un tratto in leggera salita ne percorriamo un altro in leggera discesa lasciando a sinistra dapprima un'azienda agricola e poi un traliccio. Lasciamo a destra un palo in metallo al quale arriva un cavo che poi scende e prosegue interrato. Alla destra degradano dei prati nei quali vediamo una vecchia vasca riciclata come abbeveratoio. In alto a destra vediamo una casa. Su di una bassa roccetta affiorante dal terreno vediamo un segnavia a bandierina. Quando la strada si avvicina al fiume, riprendiamo il percorso sulla sinistra e, salendo nel bosco, arriviamo al ponte Contagocce, dove attraversiamo il Brembo. Ora alla sinistra ci accompagna una canalina in cemento nella quale scorre dell'acqua. In questo punto un ruscello passa sotto alla sterrata (m. 1640). Subito dopo lasciamo a sinistra due tralicci. Alla sinistra troviamo dapprima una lunga stalla sulla quale vediamo un segnavia a bandierina e poi la baita della Casera Alpe Aga (m. 1759). Al termine Dopo una curva a sinistra continuiamo con minore pendenza. Alla destra c'è una pozza; più in alto a sinistra vediamo una baita. Sul fondo valle vediamo la Madonna delle Nevi. Percorriamo due semicurve sinistra-destra. Continuiamo con poca pendenza. Andiamo a destra, in leggera salita tra le case, e raggiungiamo uno slargo dove troviamo una fontana con tre vasche e un tavolo in legno con relative Passiamo poi tra due tralicci e raggiungiamo la provinciale al dodicesimo tornante (m. 1830). ;a destra: Eremo; a sinistra: 13-15 Santa Brigida, Loc. Su di un albero vediamo un altro cartello di pericolo caduta sassi rivolto a coloro che arrivano dalla direzione opposta. verso un pollaio. Un altro rivolo passa sotto alla stradina. Dalla Val Brembana Da … Dall'alto vediamo i tetti della case precedentemente incontrate. Poi torniamo a salire con il fondo in cemento. dell'Acqua; dietro: Sparavera a ore 0.10, Mezzoldo a ore 0.30. Un altro segnala la Via Priula (m. 1105). Chierico a ore 1.30, Passo San Marco a ore 4. Proseguiamo in leggera salita, scavalchiamo un piccolo torrente che scende dalla sinistra e poi ci immettiamo 0.20, Dosso Chierico a ore 1.10, Passo San Marco a ore 3.30. Ci incamminiamo in leggera salita seguendo l'asfalto e lasciando a destra una stradina sterrata con divieto di transito ai veicoli. Proseguiamo quasi in piano. Poco dopo, sulla sinistra ci sono degli alberi da frutta in un terreno recintato. Più avanti ne troviamo un altro (m. 1610). Davanti tra l'erba c'è una baita/stalla con un grande camino; lontano Troviamo il segnavia 113 su di una pietra. Terminato il pianoro, passiamo tra due tralicci e transitiamo sotto ai cavi dell'alta tensione (m. 1740). Alla sinistra c'è un muretto di pietre a secco e alla destra due solitarie betulle nate dallo stesso ceppo. Ora ci sono delle protezioni di legno alla destra. possibili piene improvvise (m. 1435). Marco 2000 (m. 1780). Una teleferica sale a sinistra verso una casa. Continuiamo diritto senza Tempo impiegato: ore 2.50 - Dislivello m. 915 -50 Troviamo una mulattiera, incassata tra pietre coperte di muschio che, salendo a destra consente di tagliare un tornante. Superiamo un tornante destrorso (m. 1880). Quasi in piano arriviamo ad un tornante sinistrorso (m. 1205). Proseguiamo tra i prati passando sotto i cavi dell'alta tensione. Poi, in leggera salita, percorriamo due curve sinistra-destra rientrando nel bosco (m. 1255). La attraversiamo e proseguiamo con una stradina asfaltata all'inizio della quale i segnavia indicano con il percorso 110: Madonna delle Grazie a ore Saliamo poi altri gradini mentre alla sinistra scorre un rivolo che, poco più avanti, passa sotto il percorso mentre questo piega a sinistra (m. 1530). Percorriamo una semicurva a sinistra e vediamo un bollo bianco rosso dipinto sul guard-rail. Percorriamo due tratti in leggera discesa alternati ad altrettanti quasi in piano. Tempo: 7.30 h - Dislivello Salita: 1260 m - Dislivello discesa: 1560 m - Segnaletica: 101 Lungo e magnifico itinerario da intraprendere di buon mattino, così da raggiungere Foppolo in giornata ed eventualmente proseguire fino al Rifugio Montebello di Foppolo, dove e' possibile pernottare. Subito dopo transitiamo sotto ai cavi dell'alta tensione. Successivamente, percorso un tratto piano lungo le pendici del Monte Valegino, prestando attenzione ai numerosi segnavia posti sui grossi massi, si attraversa fino a raggiungere il piu' alto dei tre caratteristici laghetti /2095 m) di origine glaciale. 6 In discesa arriviamo ad un bivio dove i segnavia indicano a destra: Accesso alle trincee della Prima Guerra Mondiale Linea Cadorna. Alla destra, in basso, vediamo il fondo di una valletta. dapprima in un tronco scavato e poi in una grata. Proseguiamo quasi in piano. Lasciamo pertanto la traccia più marcata che continua diritto, quasi in piano, verso alcuni tralicci che reggono dei cavi sei autovetture. Ora alla sinistra ci sono delle protezioni a valle formate da paletti, alberelli e due cavi. Dopo un breve tratto in salita, proseguiamo quasi in piano (m. 1245); poi torniamo a salire. Andiamo diritto tornando ad immetterci sulla strada. Torniamo a salire. Proseguiamo quasi in piano e ne troviamo un altro alla destra. La sterrata si biforca. Poi in discesa e arriviamo ad un bivio. Qui alla sinistra si stacca la stradina che conduce alla Cà San Marco, ben visibile circa 500 metri più avanti. Cà San Marco a ore 2.20. Alla sinistra una piccola croce ricorda un escursionista deceduto, probabilmente precipitando nel sottostante Torrente Mora. Il rifugio è indicato come quarta tappa del sentiero delle Orobie Occidentali (rif. Percorriamo una curva a sinistra camminando su di una lastra in pietra. destra del torrente (m. 1580). Su di un albero vediamo un cartello che segnala diritto la Cà San Marco. Un segnavia indica la Cà San Marco a ore 2.30 (m. 800). Un cartello indica la Via Priula nelle due direzioni di marcia. Troviamo un altro rivolo che attraversa il cammino e una corta protezione in legno sulla destra. E' consigliata però anche una gita a piedi da Albaredo, o da Mezzoldo, seguendo la Via Priula, la strada Transorobica che fu fatta Tra radi alberi percorriamo un'ampia curva a sinistra (m. 1370). Alla sinistra parte un'altra teleferica. Il percorso è ben marcato. Tornati sull'asfalto (m. Questo percorso procede prevalentemente in discesa e poi si immette sul n. 110 al ponte dopo Sul lato opposto della valle vediamo una cascata. Da Caprile (Averara) risalendo la Valmora segnavia CAI n 110, Dalla Valtellina Dopo una semicurva a sinistra riprendiamo a salire lasciando alla sinistra due tralicci. 135, Ponte dell'Acqua a ore 2. Un cartello avverte che l'acqua del lago è profonda per cui è opportuno non avvicinarsi troppo. Secondo itinerario: Via Priula da Mezzoldo (segnavia 114) Al termine della discesa il sentiero si divide in due tracce parallele e poi si ricompone (m. 1730). Tempo impiegato: ore 2.50 - Dislivello: m. 940-60 Alla destra ci sono altri due formicai, più piccoli del precedente. Poco dopo, presso una curva a sinistra, ignoriamo dei gradini in cemento coperti dal muschio che salgono a sinistra verso una baita di legno. All'esterno di una curva a destra ci sono i soliti tralicci (m. 1835).